E’ guerra contro l’impennata dei prezzi dei voli da e per la Sicilia

Tutti contro il caro voli. Dai politici agli imprenditori, all’associazione dei consumatori è guerra contro l’impennata dei prezzi per raggiungere la Sicilia, soprattutto durante i periodi festivi. Impennata aggravata dall’abbandono di Vueling dell’Isola e dal taglio di voli targati Ryanair. Senza concorrenza, infatti, i voli saranno sempre più cari, questo denunciano i parlamentari siciliani di Camera e Senato Cinquestelle che hanno scritto una lunga lettera di protesta al presidente dell’Autorità regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, chiedendo che si garantisca il diritto alla mobilità, mentre il vice ministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, annuncia un emendamento in Bilancio “Contro il ‘caro tariffe’ dei collegamenti aerei dalla Sicilia per l’introduzione della tariffa sociale ho già incontrato i vertici dell’Enac; la prossima settimana incontrerò i dirigenti di Vueling, per capire i motivi per cui hanno deciso di cancellare il volo Palermo-Roma, e quelli di Alitalia”, ha spiegato Cancelleri Intanto, l’ allarme per tutti è l’ aumento delle tariffe, diventato “ormai insostenibile per tutti – spiega anche Francesco d’ Uva, ex capogruppo 5s, adesso questore della Camera -. Se associamo questo fenomeno a quello della depressione economica e dello spopolamento, ci rendiamo conto che per i siciliani non c’ è via d’ uscita”. “Per questa ragione, insieme a tutti i parlamentari siciliani del M5s – spiega ancora D’ Uva – abbiamo scritto al presidente dell’ autorità di regolazione dei trasporti che, tra le altre funzioni, svolge anche quella di Autorità di vigilanza nell’approvazione dei sistemi di tariffazione. Abbiamo chiesto di monitorare la realtà aeroportuale degli scali di Catania e Palermo per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Massima fiducia nell’operato di Giancarlo Cancelleri e nel pronto riscontro del presidente dell’ Ars, e la speranza che, dopo aver perso tempo nel far partire la continuità territoriale già finanziata per Trapani e Comiso, almeno su questo fronte il Governo regionale si attivi tempestivamente per fare quanto di sua competenza al fine di garantire ai cittadini siciliani un trattamento dignitoso”. E i grillini sul fronte caro voli – ma anche caro treni – vanno alla guerra su tutti i fronti, presentando contestualmente un’ interrogazione al parlamento europeo: “Chiediamo alla Commissione europea di aprire una indagine e fare chiarezza su quella che appare una vergognosa tassa occulta verso i lavoratori che vanno a trovare le loro famiglie durante le feste natalizie”, così denuncia l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Mario Furore, primo firmatario di una interrogazione alla Commissione europea cofirmata dagli europarlamentari Ignazio Corrao, Rosa D’Amato, Laura Ferrara, Chiara Gemma e Daniela Rondinelli. Basterebbe applicare lo Statuto regionale, secondo Antonio De Luca, deputato regionale per i Cinquestelle, che si scaglia contro il presidente Musumeci: “Anziché chiedere l’elemosina a Roma, il presidente Musumeci dovrebbe pretendere l’applicazione dell’articolo 22 dello Statuto siciliano e partecipare così con un proprio rappresentante alla ‘formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazioni e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione. Forse – aggiunge – è più facile fare la passerella a Pontida e inneggiare al regionalismo differenziato, anziché applicare il nostro Statuto”. Ma oltre il M5s nelle sue varie declinazioni istituzionali, la guerra al coro voli vede d’accordo anche gli industriali e gli edili. L’ Unione industriali di Confcommercio Palermo ha, infatti, lanciato una petizione on line contro l’aumento indiscriminato del costo dei biglietti aerei da e per la Sicilia. “Pagare circa 500 euro per un biglietto aereo di sola andata per Roma è fuori da ogni logica e noi non vogliamo più subire passivamente una simile condizione di svantaggio – ha sottolineato il presidente Antonio Lo Coco – È perfino mortificante essere costretti a portare avanti una battaglia da cittadini e da imprenditori per ottenere il riconoscimento di diritti apparentemente elementari”. Secondo il presidente dell’ Unione industriali di Confcommercio Palermo, “in un territorio già penalizzato dalla carenza di infrastrutture stradali e ferroviarie, la speculazione praticata dalle compagnie aeree penalizza fortemente tutte le aziende che si trovano nella necessità di usufruire dei servizi aerei per i propri dipendenti e che sono costrette a registrare considerevoli costi di trasferta a discapito della competitività. O peggio ancora – aggiunge – a rinunciare a spostamenti fuori sede dei propri collaboratori rischiando pesanti contraccolpi sullo sviluppo dei volumi d’affari. Per non parlare delle ripercussioni sull’industria del turismo che rappresenta uno dei pochi punti di forza dell’isola: con simili tariffe è evidente che viene scoraggiato il flusso turistico in entrata”. Il caro voli è poi, secondo l’associazione dei costruttori edili, un “danno stimabile in 10mila euro l’ anno per ciascun giovane siciliano che studia in università del Centro-Nord”, come sottolinea Sandro Cutrone, presidente Ance Sicilia. Che continua: “Un danno per ogni giovane startupper che deve girare per proporre le proprie idee e cercare finanziatori, per ogni imprenditore che non può programmare la partenza sei mesi prima a caccia del biglietto in promozione, per ogni operatore che ha già pianificato ingenti spese per partecipare a missioni all’estero e che si ritrova d’un tratto un maggiore costo non previsto”. L’associazione dei costruttori edili si è, dunque, rivolta all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato affinché avvii un’istruttoria ma anche all’Enac, alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. “I siciliani – ha continuato Cutrone – già privati del Ponte e dell’Alta velocità, hanno lo stesso diritto degli altri italiani di raggiungere Roma e Milano, ma l’unica alternativa è il trasporto aereo. Se anche questa via diventa impraticabile, la Sicilia è condannata all’isolamento. Il governo nazionale renda abbordabili i costi dei biglietti aerei, esattamente come fa con gli abitanti della Sardegna”. “Un sequestro di persona”, così lo definisce l’ associazione di consumatori, Codacons che ha presentato un esposto alle Procure di Palermo e Catania per valutare eventuali responsabilità dello Stato Italiano, dell’Unione Europea, della Regione Siciliana, delle autorità competenti e di tutti i possibili responsabili della mancata calmierazione dei prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia. Fonte: Repubblica.it

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