Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti blocca la delibera

La decisione della Corte dei Conti di non registrare la delibera CIPESS n. 41/2025 sul Ponte sullo Stretto ha scatenato un terremoto istituzionale.
Il governo parla di “invasione di campo”, le opposizioni di “deriva autoritaria”. In mezzo, un’opera simbolo che da decenni divide il Paese.
Giorgia Meloni attacca i magistrati contabili: «Una censura capziosa, persino sull’uso dei link. È l’ennesimo tentativo di ostacolare le scelte democratiche di governo e Parlamento».. Matteo Salvini rincara: «Scelta politica, non tecnica. Il ponte si farà, costi quel che costi»
Ma le opposizioni non ci stanno. Elly Schlein accusa: «Meloni vuole mani libere, sopra le regole. La riforma costituzionale serve a questo: aggirare i controlli e blindare il potere».
Intanto, l’AD della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, difende l’iter seguito: «Tutto conforme alle norme italiane ed europee. Attendiamo le motivazioni, ma andiamo avanti».
Il ponte, progettato come il più lungo al mondo a campata unica, resta sospeso tra ambizioni ingegneristiche e fratture istituzionali. E il Paese, ancora una volta, si divide non sull’opera, ma sul metodo.
La sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti ha deciso di non ammettere al visto – e quindi alla registrazione – la delibera CIPESS n. 41/2025 relativa al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

La Corte dei Conti ha bocciato il progetto del Ponte sullo Stretto negando il visto di legittimità alla delibera CIPESS, bloccando così l’iter amministrativo.
La Corte dei Conti ha recentemente negato il visto di legittimità alla delibera CIPESS che approvava il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, bloccando di fatto l’iter amministrativo dell’opera.
L’analisi preliminare è stata condotta dall’Ufficio di controllo della Corte, che ha evidenziato diverse criticità. Tra queste, l’assenza di documenti fondamentali come delibere interne della Società Stretto di Messina e atti aggiuntivi, che hanno reso impossibile una valutazione completa del progetto.
Un punto centrale riguarda l’aumento significativo dei costi: dai 3,9 miliardi stimati nel 2006, si è passati a 6,7 miliardi nel 2011, fino agli attuali 10,5 miliardi. La Corte ha sottolineato che, se la variazione supera il +50% rispetto al bando originario, potrebbe essere necessaria una nuova gara d’appalto.
Sono stati inoltre sollevati dubbi sulla convenienza e l’utilizzabilità dell’opera, considerando le attuali modalità di attraversamento dello Stretto. La Corte ha chiesto chiarimenti sull’affidabilità delle previsioni relative al piano tariffario e al volume di traffico previsto.
La delibera CIPESS è stata giudicata lacunosa e poco trasparente, non rispettando i criteri di chiarezza e motivazione richiesti per le grandi opere infrastrutturali. Anche la stima della durata dei lavori, fissata in 7 anni e mezzo, è stata ritenuta poco realistica rispetto alla complessità del progetto.
A seguito di queste osservazioni, l’Ufficio di controllo ha deferito la questione alla Sezione Centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo.
Durante l’adunanza dello scorso 29 ottobre, la Corte ha deciso di non concedere il visto di legittimità, impedendo così la registrazione della delibera e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Le motivazioni dettagliate della decisione saranno rese pubbliche entro 30 giorni, quindi entro la fine di novembre. Il Governo ha annunciato l’intenzione di rispondere punto per punto ai rilievi della Corte, ma al momento l’iter del Ponte è ufficialmente congelato.
Il Ponte sullo Stretto, progettato come il più lungo al mondo a campata unica, resta così al centro del dibattito politico e istituzionale.

Michelangelo Milazzo

Giornalista professionista

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