Ornella Vanoni, che amava le città e …il mare, se n’è andata all’età di 91 anni
Il 21 novembre scorso l’Italia ha perso una delle sue voci più autentiche e riconoscibili: Ornella Vanoni, scomparsa a 91 anni. Con lei se ne va non solo l’interprete di brani immortali come “Senza fine” e “L’appuntamento”, ma anche un frammento di storia culturale che ha saputo intrecciare musica, teatro e poesia. La sua eredità è incalcolabile, fatta di parole e melodie che hanno accompagnato intere generazioni e di un carisma che ha reso la sua figura un punto di riferimento per la canzone d’autore.
Milano è stata il cuore pulsante della sua vita. Nata nel 1934, la Vanoni ha trovato nel “piccolo Teatro” di Giorgio Strehler la sua prima casa artistica, debuttando nel 1956 e tornando più volte su quel palco, fino al concerto “Sono nata qui” del 2017. Nel quartiere di Brera aveva la sua dimora ottocentesca, che lei stessa definiva «il mio rifugio, il mio caos ordinato»: un luogo di memoria e di intimità, dove ogni oggetto raccontava un frammento della sua esistenza.
Tre le città che hanno scandito la sua poetica: Milano, Parigi e Venezia.
Se Milano era la radice, la Sardegna era il respiro. Ad Alghero e a Santa Margherita di Pula, la Vanoni trovava quiete e luce, lontana dai riflettori. «Il mare è un mio elemento, e quando non c’è mi manca», confessava. L’isola era per lei un paradiso terrestre, conosciuto «da prima che nascesse la Costa Smeralda». Non a caso, il suo grido d’amore rimane scolpito: «Sardegna mia, ti amo da una vita».
accanto ai luoghi dell’intimità, non mancavano le estati in Versilia, tra concerti e vita mondana. Era il volto pubblico di un’artista che sapeva alternare la leggerezza delle serate estive alla profondità delle confessioni musicali.
Un addio che pesa come un silenzio quello con il quale Ornella Vanoni ha chiuso il suo viaggio nella città che l’ha vista nascere e crescere: Milano.


