Pessina (Federagenti): “Agenti marittimi, sentinelle del mercato”

In un contesto internazionale segnato da instabilità crescente – dalle tensioni nel Golfo Persico alle trasformazioni dell’intera area mediorientale – il Mediterraneo torna a essere uno snodo potenzialmente decisivo per l’interscambio marittimo globale. Ma, secondo Federagenti, questa opportunità rischia di sfumare se l’Italia non ripensa radicalmente la propria portualità.

È il messaggio emerso dall’Assemblea Pubblica della Federazione, che rappresenta circa 450 agenzie marittime e oltre 5.000 addetti diretti, riunita a Civitavecchia nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale.

Il presidente Paolo Pessina (nella foto) ha evidenziato come i segnali provenienti dal mercato – dai noli container tornati oltre i 4.000 dollari sulla tratta Shanghai‑Genova, ai picchi incontrollabili dei noli petroliferi legati all’incertezza nello Stretto di Hormuz – impongano scelte portuali finalmente coerenti con la domanda reale. Una domanda che cambia con una velocità tale da ribaltare scenari consolidati nel giro di poche settimane.

Gli agenti marittimi, ha ricordato Pessina, sono “sentinelle del mercato”, capaci di percepire per primi le mutazioni geopolitiche e commerciali. Da qui l’appello a superare frammentazioni, rivalità territoriali e concorrenze campanilistiche che non rispondono più alle logiche globali. Un concetto condiviso anche dal presidente di Assoporti, Roberto Petri, che ha ribadito la necessità di puntare sull’eccellenza come unico vero fattore competitivo.

Il confronto ha toccato anche il progetto di riforma portuale, definito da Federagenti “un’offerta di riflessione che il Governo ha messo sul tavolo del Paese”. Il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, intervenuto in collegamento dalla Turchia, ha confermato che il percorso dovrà accelerare, perché la governance attuale non consente di attrarre capitali privati né di valorizzare l’enorme risparmio nazionale che oggi non confluisce nel settore.

Il dibattito geopolitico ha inoltre messo in luce un rischio: che i processi di trasformazione del Mediterraneo vengano guidati da attori non italiani, persino all’interno dei porti italiani. Una prospettiva che rende ancora più urgente una riforma capace di rafforzare la capacità decisionale e l’attrattività del sistema portuale.

In chiusura, l’Assemblea ha riconosciuto agli agenti marittimi un ruolo strategico: non solo osservatori privilegiati dei cambiamenti globali, ma anche protagonisti in grado di contribuire alla costruzione di una riforma portuale che attragga investimenti, favorisca l’ingresso di capitali privati e – come ipotizzato da Federagenti – possa persino portare alla nascita di una holding privata della portualità italiana

In chiusura, l’Assemblea ha riconosciuto agli agenti marittimi un ruolo strategico: non solo osservatori privilegiati dei cambiamenti globali, ma anche protagonisti in grado di contribuire alla costruzione di una riforma portuale che attragga investimenti, favorisca l’ingresso di capitali privati e – come ipotizzato da Federagenti – possa persino portare alla nascita di una holding privata della portualità italiana.

Michelangelo Milazzo

Giornalista professionista

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