Terremoto di magnitudo 7,4 in Colombia L’UNHCR presente sul territorio
Un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia nei giorni scorsi, provocando una devastazione che il Paese non registrava da decenni. Il bilancio provvisorio parla di oltre 200 vittime e più di 2.500 feriti, numeri destinati a crescere man mano che avanzano le operazioni di soccorso. Le scosse hanno danneggiato oltre 8.300 abitazioni, ne hanno distrutte più di mille e hanno reso inagibili quasi 800 scuole e oltre 80 strutture sanitarie, compromettendo servizi essenziali in territori già fragili.
Il sisma ha colpito aree che presentavano elevati bisogni umanitari e gravi rischi di protezione ben prima della catastrofe. In queste regioni vivono migliaia di rifugiati, sfollati interni e comunità indigene che da anni affrontano violenze, disuguaglianze e isolamento geografico. L’impatto del terremoto non è quindi solo fisico: è un colpo durissimo a comunità che già vivevano in condizioni di vulnerabilità estrema.
In molte località, le squadre di emergenza hanno incontrato difficoltà nell’accesso a causa di frane, infrastrutture crollate e interruzioni delle comunicazioni, rallentando ulteriormente la risposta umanitaria.
In questo contesto, l’UNHCR è presente sul territorio per garantire protezione e assistenza agli sfollati interni, ai rifugiati, ai richiedenti asilo, agli apolidi e alle comunità ospitanti più vulnerabili. Solo nel 2025, oltre 232 mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa dei conflitti armati: un dato che testimonia quanto il tessuto sociale fosse già sotto pressione prima del sisma.
Il terremoto ha aggravato in modo drammatico i bisogni delle popolazioni colpite, sovrapponendosi a crisi preesistenti e generando nuove emergenze. Oggi, la priorità è garantire riparo, acqua, cure mediche, protezione e supporto psicosociale, mentre si lavora per ripristinare servizi essenziali e assicurare che nessuna comunità venga lasciata indietro.


