Legge di Bilancio, 100 milioni per il rinnovo della flotta e tutele strutturali per la pesca
Previsti investimenti per l’efficientamento energetico dei pescherecci, la sicurezza a bordo e la competitività delle imprese. Dal 2027 entra in vigore un nuovo sistema di sostegno al reddito per gli addetti del settore in caso di sospensione dell’attività.
ROMA – Un fondo da 100 milioni di euro destinato all’ammodernamento della flotta peschereccia nazionale e l’introduzione di una misura strutturale di sostegno al reddito per i lavoratori del comparto. Sono alcune delle principali novità contenute nel disegno di legge di Bilancio per il settore della pesca.
In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di un fondo pluriennale finalizzato a sostenere interventi di efficientamento energetico e innovazione della flotta italiana. Le risorse ammontano complessivamente a 100 milioni di euro, di cui 60 milioni stanziati per il 2027 e 40 milioni per il 2028.
Gli interventi finanziabili riguarderanno l’ammodernamento sostenibile delle imbarcazioni da pesca, la riduzione dei consumi energetici, il miglioramento degli standard di sicurezza e delle condizioni di lavoro degli operatori imbarcati, oltre ad azioni volte a rafforzare la competitività delle imprese del settore. Le modalità operative e i criteri per l’accesso ai contributi saranno definiti con un successivo decreto del Ministero dell’Agricoltura.
Sul fronte della tutela occupazionale, il disegno di legge introduce dal 2027 una specifica forma di integrazione salariale per i lavoratori della pesca. La misura prevede il riconoscimento di un’indennità pari all’80 per cento della retribuzione per un massimo di 90 giornate all’anno, nei casi di sospensione dell’attività lavorativa dovuta a cause temporanee indipendenti dalla volontà dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Tra le situazioni che consentiranno l’accesso al beneficio rientrano le avverse condizioni meteorologiche stagionali, i fenomeni infettivi e le infestazioni parassitarie di particolare rilevanza, la mancanza di lavoro o la riduzione delle commesse, le perdite consistenti del prodotto e i provvedimenti restrittivi adottati dalle autorità nazionali o dell’Unione europea.
Secondo quanto riportato nella relazione tecnica allegata al provvedimento, la misura assumerà carattere strutturale a partire dal 2027, sostituendo i precedenti strumenti di sostegno temporaneo finora adottati per fronteggiare le interruzioni dell’attività produttiva nel comparto ittico.
Nuove risorse per la transizione energetica della flotta nazionale e per il rafforzamento delle tutele sociali degli addetti al settore. Stanziati 100 milioni in due anni e introdotta un’integrazione salariale fino a 90 giornate annue.


