La Marina Militare lancia l’allarme: “C’è carenza di personale e di mezzi”

La Marina Militare lancia l’allarme. La carenza di personale, di mezzi e la necessità di ripensare la strategia del nostro Paese sono elementi fondamentali che indicano la crisi di una forza armata che, invece, deve garantire il massimo livello di efficienza. Il capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, è stato chiarissimo.

Dalla portaerei Garibaldi, a Taranto, il grido d’allarme del vertice della Marina risuona come un vero e proprio avvertimento al governo e non solo: “Sul mare si giocherà il nostro futuro, il nostro benessere, e quindi è importante una squadra navale moderna ed efficiente”.

E la questione non è solo teorica: parlano i numeri. In Italia, con la legge navale pensata dall’ammiraglio De Giorgi, è in corso un processo di modernizzazione della flotta che però non può estere lasciato solo.

Se, come ricordato da Cavo Dragone, sono pronte a entrare in linea 11 navi “ma ne sostituiranno 40”, è chiaro che un problema di mezzi esiste. E questo è un nodo cruciale per un settore che diventa via via più importante per un Paese come l’Italia che dipende, in larga parte, dal mare sia per i flussi migratori che per le rotte energetiche e mercantili.

I ridimensionamenti esistono, certo. Come è giusta una riallocazione delle risorse e un migliore rapporto tra fondi spesi ed efficienti. Ma il rischio di avere una Marina azzoppata c’è e non va preso sottogamba.