Cybersecurity: al Ciso Meetup 2026 fronte comune per la sicurezza del Paese
Oltre 150 rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’intelligence e del mondo della sicurezza si sono confrontati a Roma sulle nuove minacce digitali. Al centro dell’iniziativa di AssoCiso il ruolo strategico dei Chief Information Security Officer, tra intelligenza artificiale, quantum, crittografia e guerra ibrida
La sicurezza nazionale passa ormai anche, e sempre più, attraverso il dominio digitale. In uno scenario internazionale nel quale minacce cibernetiche, guerra ibrida, protezione delle infrastrutture e sicurezza industriale tendono a sovrapporsi, istituzioni, Difesa, intelligence e imprese sono chiamate a costruire un fronte sempre più coordinato.
È stato questo il filo conduttore del “Ciso Meetup 2026”, svoltosi lo scorso 17 settembre alla Casa dell’Aviatore dell’Aeronautica Militare e promosso da AssoCiso, Associazione Italiana Chief Information Security Officer.
Il convegno ha riunito oltre 150 rappresentanti e figure di vertice provenienti dal mondo istituzionale, dalla Difesa, dalle Forze Armate, dalle Forze dell’Ordine, dall’intelligence e dall’ecosistema nazionale della cybersecurity, trasformandosi in un momento di confronto sulle capacità e sulle professionalità necessarie per rafforzare la protezione dello spazio cibernetico del Sistema Paese.
Un’esigenza che assume una dimensione sempre più strategica proprio alla luce della crescente interdipendenza fra dominio digitale, sicurezza economica e industriale e Difesa nazionale. Il cyber non rappresenta più soltanto una componente tecnologica delle organizzazioni, ma un terreno nel quale si intrecciano sicurezza, interessi strategici, continuità operativa e capacità di risposta alle nuove forme di minaccia.
In questo scenario emerge con forza anche la trasformazione del ruolo del Chief Information Security Officer. Il CISO non è più confinato alla sola gestione tecnica della sicurezza informatica, ma assume una funzione trasversale nei processi decisionali di aziende e istituzioni, diventando uno degli interlocutori chiamati a interpretare rischi che evolvono con una rapidità spesso superiore a quella dei tradizionali modelli organizzativi.
A sottolinearne la centralità è stato il presidente di AssoCiso Fabio Ugoste, che ha richiamato la necessità di valorizzare una comunità professionale capace di mettere competenze ed esperienze al servizio del Paese. Il confronto tra quanti gestiscono quotidianamente la sicurezza di organizzazioni complesse, ha evidenziato Ugoste, costituisce infatti un contributo fondamentale alla capacità complessiva del sistema nazionale di prevenire e contrastare attacchi sempre più pervasivi e globali.
La giornata ha visto confrontarsi esponenti del Governo e del Parlamento insieme ai vertici e ai rappresentanti delle principali articolazioni della sicurezza e della Difesa. Tra i protagonisti Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy; Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato; Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera; Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, e Lorenzo Guerini, presidente del Copasir.
Sul versante della Difesa e della sicurezza sono intervenuti, fra gli altri, il generale Stefano Francesconi, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa; il capitano di vascello Mario Gaudino, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare; il generale Paolo Aceto, in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; il direttore della Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica Ivano Gabrielli e il generale Alessio Nardi, consigliere del ministro degli Esteri per le politiche di sicurezza.
Uno dei momenti centrali del confronto è stato affidato a Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, con il keynote speech “L’era dell’incertezza: la grande sfida”, dedicato a uno scenario internazionale nel quale la dimensione tecnologica è ormai parte integrante degli equilibri geopolitici e della sicurezza.
Nel corso della sessione pomeridiana, Ernesto Caffo, presidente della Fondazione SOS Telefono Azzurro ETS, ha invece aperto il confronto dedicato a responsabilità e consapevolezza, ampliando la riflessione alla dimensione umana e sociale della trasformazione digitale.
Intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, crittografia e cooperazione fra istituzioni, aziende, intelligence e Difesa hanno scandito le diverse sessioni della giornata. Temi differenti ma accomunati da un principio: la sicurezza cibernetica non può più essere affrontata per compartimenti separati.
Dal Ciso Meetup 2026 è emersa così soprattutto la necessità di una cultura condivisa della sicurezza, capace di mettere in rete competenze pubbliche e private e di trasformare conoscenze ed esperienze operative in patrimonio comune.
Perché, mentre il confine tra dimensione fisica e digitale diventa sempre più sottile, difendere reti, dati, infrastrutture e sistemi significa ormai contribuire direttamente alla sicurezza e alla resilienza del Paese.


