Devastanti alluvioni tra Nepal e Tibet: tre italiani tra gli oltre 1400 dispersi
È drammatico il bilancio delle alluvioni che il 26 agosto hanno colpito vaste aree del Nepal e del Tibet. Secondo gli ultimi aggiornamenti, le vittime accertate sarebbero 362, mentre il numero dei feriti e dei dispersi continua a crescere, con oltre 1.400 persone ancora irreperibili nelle zone maggiormente devastate dal maltempo.
Tra i dispersi risultano anche tre cittadini italiani, dei quali non è stato ancora possibile accertare le condizioni. A riferirlo è l’Agenzia Ansa, citando fonti della Farnesina. Si tratta di Marco Ratto, che si trovava in viaggio e stava lasciando il Nepal in direzione del Tibet, e di una coppia italo-svizzera, impegnata nel percorso inverso, dal Tibet verso il Nepal.
Di fronte alla gravità della situazione, il Ministero degli Affari Esteri ha attivato la Task Force Nepal, disponendo l’invio di una delegazione dell’Unità di Crisi a Kathmandu. L’obiettivo è quello di predisporre un punto di assistenza per i cittadini italiani presenti nell’area e coordinare le attività di verifica e di soccorso, in collaborazione con le autorità locali. Le condizioni sul terreno rendono particolarmente complesse le operazioni di ricerca. Le violente precipitazioni hanno provocato esondazioni, frane e interruzioni della viabilità, isolando numerose località e rendendo difficili i collegamenti con le aree più colpite. In diversi territori le squadre di soccorso sono costrette a operare in condizioni difficili, mentre proseguono le verifiche nelle zone dove risultano persone disperse.
La situazione resta dunque in continua evoluzione e il numero delle vittime potrebbe ulteriormente aumentare con il proseguimento delle operazioni di ricerca. Particolare attenzione viene riservata ai cittadini stranieri che si trovavano nella regione per motivi turistici o di lavoro.
Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha espresso, a nome del Governo italiano, il cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza alle autorità e alle popolazioni del Nepal e del Tibet duramente colpite dalla calamità.
«Siamo al lavoro per rintracciare i connazionali con i quali non si è ancora riusciti a stabilire un contatto e garantire loro ogni possibile supporto», ha assicurato Tajani, confermando l’impegno della Farnesina nelle attività di ricerca e assistenza. La rete diplomatica italiana continua a seguire con attenzione l’emergenza, mantenendo i contatti con le autorità locali e con le strutture impegnate nei soccorsi. L’Unità di Crisi resta inoltre impegnata nella raccolta delle segnalazioni relative ai connazionali presenti nelle aree interessate.


