Siracusa Capitale europea della Cultura 2033: avviato confronto operativo
SIRACUSA – A Palazzo Vermexio, gli amministratori di Siracusa, Ragusa e Militello hanno avviato il percorso per una rete territoriale stabile con l’obiettivo di trasformare la candidatura del capoluogo aretuseo sa Capitale europea della Cultura 2033 in un piano strategico condiviso.
Ed è così che, la candidatura di Siracusa compie un passo decisivo verso una dimensione sovralocale. Nel Salone Borsellino, amministratori e rappresentanti dei territori del Sud Est siciliano hanno, infatti, avviato il primo confronto operativo per capire come trasformare l’iniziativa in un progetto di area vasta, capace di coinvolgere più province e più comunità.
All’incontro hanno preso parte diversi sindaci della provincia di Siracusa, numerosi amministratori del Ragusano e un rappresentante di Militello Val di Catania, segnale della volontà di superare i confini amministrativi per costruire una rete stabile tra comuni e istituzioni.
La riunione è servita a illustrare il percorso già avviato dalla Fondazione Siracusa Capitale della Cultura 2033 e, soprattutto, a chiarire come l’eventuale successo della città aretusea possa generare ricadute che vadano ben oltre Siracusa. L’idea, condivisa dai partecipanti, è quella di utilizzare la candidatura come strumento di cooperazione territoriale, capace di produrre programmazione condivisa e progettualità durature.
«Dobbiamo ascoltare, coinvolgere, fare rete: è così che la candidatura acquista solidità», ha affermato Giovanni Cafeo, presidente della Fondazione, sottolineando come l’impostazione in area vasta possa rafforzare sia il dossier sia il territorio. L’obiettivo non è limitarsi alla cultura, ma arrivare a un piano strategico integrato che tocchi commercio, turismo, infrastrutture e altri settori economici.
Per Cafeo, il percorso rappresenta anche un’occasione per accrescere la consapevolezza delle comunità rispetto al proprio patrimonio e per avviare una promozione territoriale con effetti nel lungo periodo.
Sulla necessità di coinvolgere l’intero Sud Est è intervenuto anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia, che ha richiamato la dimensione del Val di Noto, un’area che comprende due siti Unesco, due aeroporti e due università.
«Abbiamo il dovere di alzare il livello della nostra offerta culturale e turistica», ha detto Italia, spiegando che l’idea di coinvolgere i comuni vicini era già maturata da tempo.
Il direttore della Fondazione, Paolo Patanè, ha definito l’incontro un passaggio dalla fase degli elaborati a quella dei progetti concreti. La candidatura, ha spiegato, deve diventare un laboratorio permanente, capace di mettere insieme soggetti diversi su obiettivi chiari: dai beni culturali alle infrastrutture, fino al coordinamento dei flussi turistici.
All’incontro, hanno partecipato rappresentanti di Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo e Vittoria.
Questo primo incontro di Palazzo Vermexio segna dunque l’avvio di un percorso che dovrà ora tradurre la disponibilità politica degli amministratori in progetti, relazioni e strumenti concreti di collaborazione, con l’ambizione di fare della candidatura di Siracusa un’occasione di crescita per l’intero Sud Est siciliano.


