Taormina, Fisascat Cisl Messina chiede più turismo ma anche più lavoro
TAORMINA (ME) – Un turismo in crescita, una stagione che potrebbe prolungarsi fino a novembre e un obiettivo di circa 1,4 milioni di presenze. Per la Fisascat Cisl Messina, la crescita dei flussi turistici deve tradursi anche in maggiore continuità occupazionale e in condizioni di lavoro più sostenibili per chi ogni giorno raggiunge Taormina.
«Se Taormina punta a 1,4 milioni di presenze e a una stagione più lunga, bisogna affrontare anche il tema del lavoro – affermano il segretario generale Maria Manna e il segretario Pancrazio Di Leo -. Più turismo deve significare anche più lavoro, maggiore continuità e più tutele».
Il sindacato richiama anche la questione della mobilità dei lavoratori stagionali e pendolari, in particolare quelFisascat Cislla dei parcheggi. Durante la stagione Fisascat Cisl aveva contestato lo spostamento degli abbonati pendolari dal parcheggio Lumbi al Piano Porto, evidenziando i maggiori costi e le difficoltà negli spostamenti.
La riapertura degli abbonamenti al Lumbi dal 15 settembre viene considerata un segnale positivo, ma secondo il sindacato il problema va affrontato in modo strutturale e con largo anticipo rispetto alla stagione 2027.
«Il costo e le difficoltà di accesso al posto di lavoro incidono concretamente sulla condizione economica dei lavoratori del turismo – sottolineano Manna e Di Leo – Per il 2027 chiediamo una soluzione stabile, sostenibile e compatibile con le esigenze dei lavoratori stagionali».
Al centro dell’intervento della Fisascat Cisl torna anche il Patto d’Area per il Lavoro, sottoscritto nel 2024, che prevede impegni sulla tutela dei livelli occupazionali e sul reinserimento dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro. Il sindacato richiama in particolare la previsione relativa alla quota del 60% dei lavoratori fuoriusciti, indicata dal Patto «in aggiunta al personale che ha maturato il diritto di precedenza».
«Il 60% non può tradursi in una compressione del diritto di precedenza – evidenziano Manna e Di Leo – Si tratta di due piani distinti: da una parte i lavoratori che hanno maturato un diritto, dall’altra le misure finalizzate al reinserimento di altri lavoratori. Entrambe le previsioni devono essere rispettate».
La questione assume particolare rilevanza alla luce dell’allungamento della stagione. Se strutture ricettive, pubblici esercizi e altre attività turistiche continuano a operare nei mesi di settembre, ottobre e novembre, per la Fisascat Cisl è necessario verificare l’effettivo fabbisogno di personale e il rispetto delle tutele previste dalla legge e dai contratti, compreso il diritto di precedenza quando ne ricorrano i presupposti.
«Non possiamo avere una Taormina turisticamente aperta fino a novembre e una parte dei lavoratori considerata invece “finita” con la stagione di agosto o settembre – affermano i dirigenti sindacali – Se le attività proseguono e permane il fabbisogno di personale, bisogna verificare quali siano le esigenze delle imprese e quali lavoratori debbano essere coinvolti, nel rispetto dei diritti già maturati».
Per la Fisascat Cisl, il tema non riguarda soltanto Taormina. La stagionalità interessa infatti l’intero territorio messinese, dal Tirreno a Milazzo fino alle Isole Eolie, dove l’attività turistica può proseguire oltre il periodo centrale dell’estate. La sfida, quindi, è trasformare la destagionalizzazione dei flussi turistici in una vera destagionalizzazione del lavoro.
«Dobbiamo chiederci non soltanto quanti turisti arrivano, ma anche quanti mesi lavorano le persone che operano nel turismo. Se la stagione si allunga, deve allungarsi anche l’occupazione».
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la condizione dei lavoratori stagionali che, al termine del rapporto, devono ricorrere alla NASpI. La durata dell’indennità dipende, in via generale, dalla contribuzione maturata e può quindi risultare insufficiente a coprire l’intero intervallo tra una stagione e l’altra per chi lavora soltanto per alcuni mesi. «La NASpI resta uno strumento importante di sostegno al reddito, ma non può diventare la soluzione strutturale alla stagionalità.
La risposta deve essere nella creazione di più lavoro e in una maggiore continuità occupazionale. La NASpI deve essere una tutela, non il destino del lavoratore stagionale».
La Fisascat Cisl Messina chiede quindi la convocazione del tavolo permanente di concertazione previsto dal Patto d’Area, per fare il punto sull’occupazione nel 2026 e programmare le prospettive per il 2027.
Il confronto dovrà riguardare la durata effettiva della stagione, l’andamento dell’occupazione, il rispetto dei diritti dei lavoratori stagionali, la mobilità e l’applicazione degli impegni collegati alle agevolazioni e agli sgravi previsti dal Patto.
«Le agevolazioni pubbliche devono produrre ricadute positive anche sul lavoro – concludono Manna e Di Leo – Se il territorio sostiene lo sviluppo delle imprese, è necessario verificare che gli impegni sulla tutela dell’occupazione vengano concretamente rispettati».
Per la Fisascat Cisl, la crescita turistica rappresenta dunque un’opportunità, ma anche una responsabilità: fare di Taormina un modello di destagionalizzazione significa trasformare l’aumento delle presenze in maggiore occupazione, continuità, tutele e condizioni sostenibili per i lavoratori.
Una sfida che riguarda Taormina e, più in generale, l’intero territorio messinese.


