Tutela ambientale e sviluppo sostenibile: ecco la “Carta di Pantelleria”

PANTELLERIA (TP) – I territori insulari e le località balneari più esposte ai flussi estivi vivono ormai un fenomeno sempre più evidente, definito con il neologismo turistificazione: una pressione crescente che rischia di alterare l’equilibrio ambientale, sociale e culturale dei luoghi. Anche in Sicilia questa tendenza si è intensificata negli ultimi anni, sollevando interrogativi sulla capacità delle isole minori di preservare la propria identità.
Due anni fa, su iniziativa della Fondazione Sebastiano Tusa (nella foto), Ustica ha adottato una propria Carta dedicata alla promozione dell’ambiente, alla ricerca scientifica e allo sviluppo sostenibile, coinvolgendo amministrazioni e associazioni locali. Uno strumento di pianificazione che oggi viene esteso anche a Pantelleria.
La nuova Carta di Pantelleria, presentata nei giorni scorsi sull’isola, nasce nel solco dell’eredità scientifica e culturale dell’archeologo Sebastiano Tusa, che proprio qui condusse importanti campagne di ricerca. L’obiettivo è definire una cornice condivisa di “buone pratiche” per un turismo più consapevole, capace di valorizzare il territorio senza comprometterne la fragilità.
Il progetto punta a coinvolgere cittadini, operatori economici e istituzioni locali, promuovendo iniziative di ricerca scientifica e culturale che rafforzino la conoscenza e la tutela del patrimonio naturale. A Pantelleria, questo percorso si intreccia con la vocazione del Parco Nazionale, così come a Ustica la Carta si lega alla presenza dell’Area Marina Protetta: due identità che rendono ancora più urgente una gestione sostenibile dei flussi turistici e delle attività economiche.

Michelangelo Milazzo

Giornalista professionista

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