Svolta per i marittimi italiani: in vigore il decreto per gli imbarchi esteri
ROMA – Lo scorso 10 settembre, è entrato in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 1° aprile 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 settembre, che modifica il quadro normativo relativo all’autenticazione dei periodi di navigazione effettuati su navi battenti bandiera estera.
Come evidenziato dall’avvocato Giuseppe Loffreda dello studio Legal 4Transport, il provvedimento interviene sul decreto del 6 giugno 2017, introducendo nuove modalità documentali utili a certificare l’attività svolta all’estero.
Secondo il legale, la riforma nasce dalla necessità di risolvere le difficoltà operative incontrate da numerosi marittimi nel far riconoscere i periodi di imbarco su unità straniere. Il decreto prevede ora due ulteriori strumenti di prova: contratto di arruolamento o Seafarers’ Employment Agreement firmato dalle parti, accompagnato dal discharge contenente i dati della nave, del viaggio, della qualifica ricoperta, dell’eventuale Regola STCW e delle date e località di imbarco e sbarco; discharge sottoscritto dal raccomandatario marittimo, riconosciuto come documento valido ai fini dell’autenticazione.
Si tratta, sottolinea Loffreda, di una “modifica apparentemente tecnica, ma di rilievo operativo”, perché amplia la gamma di documenti utilizzabili dal marittimo e riduce il rischio che periodi di navigazione realmente svolti non possano essere riconosciuti per ostacoli puramente formali. Una semplificazione normativa attesa da tempo, soprattutto in un settore caratterizzato da mobilità internazionale e procedure spesso complesse. (Foto di Esten Erbol by Pixabay)


