Crocieristica, la Sicilia orientale guarda al 2030: previsti 640 mila passeggeri
VENEZIA – La crocieristica si candida a diventare uno dei principali motori dello sviluppo turistico ed economico della Sicilia orientale. Secondo uno studio realizzato da Risposte Turismo per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, entro il 2030 il sistema integrato degli scali di Catania, Siracusa e Pozzallo potrebbe raggiungere quota 640 mila passeggeri l’anno, generando un impatto economico diretto superiore agli 81 milioni di euro.
I risultati dell’analisi sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa dedicata al tema “Il futuro della crocieristica a Catania, Siracusa e Pozzallo: competitività e valore per il territorio”, alla presenza del commissario straordinario dell’AdSP, Francesco Di Sarcina, e del presidente di Risposte Turismo, Francesco di Cesare.
Lo studio fotografa un settore che negli ultimi dieci anni ha mostrato una crescita complessivamente positiva, pur attraversando fasi di assestamento. Il record è stato registrato nel 2023 con oltre 370 mila crocieristi movimentati, dei quali il 63% transitati da Catania.
Dopo la contrazione rilevata nel 2024, il traffico ha ripreso a crescere raggiungendo 271 mila passeggeri nel 2025. Per il 2026 le previsioni indicano il superamento della soglia dei 330 mila crocieristi, con il porto etneo destinato ad assorbire l’87% dei movimenti complessivi.
Sulla base dei 281 accosti programmati per il prossimo anno, Risposte Turismo stima una spesa diretta complessiva di circa 36,9 milioni di euro, equivalente a un valore medio di 130 mila euro per ogni nave accolta.
«Il rapporto analizza l’evoluzione dei traffici, il posizionamento competitivo dei tre porti nel contesto nazionale e mediterraneo, le strategie delle compagnie crocieristiche e le prospettive legate agli investimenti infrastrutturali», ha sottolineato Di Sarcina.
Lo studio individua due possibili scenari di sviluppo al 2030 e mette in evidenza le condizioni necessarie per tradurre il potenziale del territorio in risultati concreti. Secondo Francesco di Cesare, gli scenari delineati si fondano su dati, confronti con gli operatori e valutazioni previsionali elaborate con il massimo rigore possibile, ma restano legati a variabili sia interne che esterne. Tra i fattori controllabili rientrano la capacità di realizzare le opere programmate senza compromettere l’operatività degli scali e il mantenimento di elevati standard di servizio; tra quelli esogeni figurano invece la crescente competizione di altri porti del Mediterraneo e le dinamiche geopolitiche internazionali.
Nel quadro delineato dallo studio, Catania emerge come il principale hub crocieristico della Sicilia orientale e il porto con i maggiori margini di crescita. Un ruolo favorito anche dalla vicinanza dell’aeroporto internazionale di Fontanarossa, situato a pochi chilometri dalle banchine, elemento che rafforza le prospettive di sviluppo del segmento fly & cruise e l’attrattività dello scalo per le compagnie.
Diversa la strategia individuata per Siracusa, che punta a valorizzare la propria identità culturale, storica e paesaggistica consolidando la presenza delle navi dei segmenti premium e luxury. Gli scenari elaborati indicano un volume potenziale compreso tra 150 mila e 180 mila passeggeri entro il 2030. La crescita, tuttavia, dovrà procedere in equilibrio con la capacità di accoglienza della destinazione, in particolare nelle aree più sensibili del centro storico e di Ortigia.
Per Pozzallo, invece, la prospettiva è quella di uno sviluppo selettivo legato alle unità di minori dimensioni e al mercato premium. Lo studio suggerisce di differenziare l’offerta escursionistica valorizzando mete come Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Ispica e il Castello di Donnafugata. Le previsioni indicano un traffico compreso tra 5 mila e 10 mila passeggeri annui a seconda dello scenario considerato.
Il messaggio che emerge dall’analisi è chiaro: superare la logica della competizione tra singoli porti e costruire un sistema integrato fondato sulla complementarità delle rispettive vocazioni. Catania, Siracusa e Pozzallo possono infatti intercettare segmenti differenti del mercato crocieristico, distribuendo in modo più equilibrato i benefici economici e turistici sull’intero territorio della Sicilia orientale.


