Luca Sammartino: «Pesca, agricoltura e sviluppo al centro della ripartenza»
PALERMO – Per un’isola come la Sicilia, il settore marittimo è fondamentale per la mobilità di merci e persone, oltre che per il turismo e l’occupazione. In ragione delle priorità che l’assessorato di competenza intende riservare al comparto, abbiamo sentito l’Assessore per l’Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, Luca Sammartino (nella foto), che della Regione Siciliana è anche Vicepresidente. «Vi ringrazio intanto per l’opportunità che mi offrite. Come isola non possiamo immaginare nessuna credibile prospettiva di sviluppo che prescinda dal mare, naturale via di collegamento col resto del mondo, attrattore turistico, “luogo” della pesca e della crescita blu”. Il governo Schifani ha sempre dedicato grande attenzione agli investimenti su infrastrutture e collegamenti, alla valorizzazione del demanio marittimo, alle nuove opportunità nel campo energetico. Il tutto in un’ottica di sostenibilità e di sinergia istituzionale con il Ministro Matteo Salvini e il governo nazionale e con tutti i protagonisti del “sistema mare».
Sul tema della sostenibilità: le attività marittime sono state tra le più colpite dal ciclone Harry. Quali interventi state mettendo in campo per sostenere la ripresa delle aziende e per rendere più resiliente il territorio?
«I danni del ciclone sono stati enormi e immediatamente abbiamo attivato la macchina regionale per rispondere all’emergenza e quantificare i danni. Come Regione si sono già destinate le prime risorse per oltre 70 milioni di euro, di cui 5 destinati al comparto della pesca. è chiaro che occorreranno disponibilità ben maggiori, anche con un sostanziale intervento finanziario dello Stato e dell’Unione europea. Dobbiamo consentire alle aziende di ripartire, tutelando settori vitali come il turismo balneare e la pesca, come dobbiamo consentire ai Comuni di ripristinare e mettere in sicurezza il territorio. Come ha ribadito il Presidente Renato Schifani si deve anche guardare a lungo termine, progettando infrastrutture più resistenti e sicure di fronte alle minacce di un clima che cambia».
Come lei ha ribadito dal mare passano anche le merci: come sta reagendo l’agricoltura siciliana, appena uscita dall’emergenza siccità, ai cambiamenti di mercato legati alla nuova stagione di dazi e restrizioni?
«La prova della siccità è stata sicuramente durissima ma l’agricoltura siciliana ha mostrato una straordinaria capacità di resilienza e ripresa. Come Regione abbiamo sostenuto le aziende nel superare le difficoltà e costruire una capacità a lungo termine di adattamento. I primi segnali sono incoraggianti: dai dati ISTAT le esportazioni nei primi tre trimestri 2025 dei prodotti agricoli e agroalimentari sono aumentate del 12,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche qui, disporre di infrastrutture logistiche e portuali più moderne potrà solo aiutarci nella competizione internazionale, per favorire l’export dei nostri prodotti di qualità e controllare che quanto viene importato rispetti regole e standard».
Un’ultima domanda, non certo per importanza, quali interventi sono previsti per il settore pesca?
«Gli effetti del cambiamento climatico e di politiche troppo restrittive a livello europeo hanno penalizzato fin troppo i nostri pescatori. Come Regione abbiamo riattivato il “Fondo di solidarietà” per sostenere le aziende e i segmenti colpiti da eventi avversi e calamità, così come siamo stati protagonisti attivi nel tutelare il lavoro dei pescatori rispetto agli investimenti nell’offshore energetico (accordo con ENI “Cassiopea”). Lo stiamo facendo impiegando al meglio le risorse europee FEAMPA e quelle regionali per sostenere pescaturismo, trasformazione e acquacoltura, rinnovare le flotte, investire sui luoghi di sbarco, valorizzare il patrimonio culturale dei borghi marinari (oltre 2,5 milioni di investimenti), la formazione degli operatori e la promozione dei nostri prodotti di qualità. Un impegno che prosegue per tutelare occupazione e valore aggiunto nella pesca, comparto importantissimo per la Sicilia per la sua rilevanza economica e occupazionale e parte della nostra stessa identità culturale».


