Uscita di MSC da Moby, l’Antitrust approva: al via il nuovo piano industriale
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha dato il via libera definitivo agli impegni presentati da Moby, GNV e Sas (Shipping Agencies Services, controllata da MSC), chiudendo il procedimento avviato per presunto cartello nel mercato italiano dei traghetti. Il piano, modificato a seguito del market test, è stato ritenuto idoneo a risolvere le criticità concorrenziali sollevate, nonostante il rigetto delle osservazioni presentate dal gruppo Grimaldi.
Al centro del riassetto, la cessione da parte di Sas del 49% delle azioni Moby a Onorato Armatori, senza corrispettivo, e la rinuncia al pegno sul restante 51%, precedentemente acquisito come garanzia su un finanziamento da 243 milioni di euro. Moby, dal canto suo, affiderà a un soggetto terzo una procedura competitiva e trasparente per la vendita di un pacchetto di asset, il cui ricavato sarà destinato all’estinzione del debito verso Sas. Qualora la vendita non coprisse l’intero importo, il credito residuo sarà ceduto a terzi indipendenti, in condizioni compatibili con la sostenibilità finanziaria della compagnia.
Parallelamente, Moby e GNV si sono impegnate a riconoscere un ristoro ai passeggeri che abbiano acquistato biglietti su alcune rotte prima del 16 luglio 2025.
Per Moby, il rimborso sarà pari al 5% del prezzo (al netto di tasse e oneri) o al 10% sotto forma di voucher; per GNV, 15 euro per viaggi in cabina e il 7% per gli altri. L’esborso complessivo previsto è compreso tra 1 e 5 milioni di euro.
Contestualmente all’annuncio dell’Antitrust, Moby ha diffuso una nota in cui delinea le linee guida del nuovo piano industriale, che prevede un rafforzamento patrimoniale e l’azzeramento dell’indebitamento finanziario, anche attraverso la dismissione di asset non strategici. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare la solidità economica del gruppo e promuovere uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo.
Tuttavia, il riassetto potrebbe comportare esuberi nel personale, come paventato dai sindacati autonomi che hanno proclamato uno sciopero per l’incertezza sul futuro occupazionale. Moby ha assicurato che l’elevata domanda di marittimi nel settore consentirà il riassorbimento degli eventuali esuberi, e ha annunciato la volontà di collaborare attivamente con le organizzazioni sindacali per gestire la transizione in modo condiviso.
Il piano industriale sembra inoltre confermare l’abbandono della rotta Napoli-Palermo e solleva dubbi sull’attività verso la Corsica. L’attenzione si concentrerà sulle linee da e per la Sardegna, con un potenziamento della capacità navale, standard di servizio più elevati e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale.


