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Renato Coroneo torna in libreria

 

Sugli scaffali la “Storia del Porto

di Palermo” (Marcello Clausi editore)

 

 

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Cantieri Navali, intesa nella notte:
"A Palermo nessuno perderà il posto"

Riunione-fiume in prefettura con la mediazione dell'assessore Venturi: "Scongiurati i 140 esuberi"

Giovedì 12 gennaio, interno notte. L'assessore regionale alle Attività produttive, passata l'una del mattino, strappa la promessa attesa da 140 lavoratori, già dichiarati in esubero, e da un intero indotto: Fincantieri manterrà gli attuali livelli occupazionali nello stabilimento di Palermo. "Il raggiungimento dell'accordo, agognato e sofferto e raggiunto a notte inoltrata, fuga ogni dubbio e restituisce serenità ai lavoratori dei Cantieri Navali di Palermo. Si tratta di un risultato importante perché c'é scritto chiaramente che l'Azienda si impegna a non ricorrere a licenziamenti forzosi. Si confermano altresì le tre peculiarità produttive e cioé manutenzione, trasformazione e costruzioni anche speciali con particolare riferimento al settore off shore". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, al termine dell'incontro in Prefettura a Palermo sulla vicenda dei Cantieri navali del capoluogo palermitano.  
"Il documento sottoscritto intorno all'una di notte dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e da Fincantieri - ha proseguito Venturi alla fine di una riunione fiume, durata oltre 14 ore e presieduta dal prefetto Umberto Postiglione - prevede inoltre una clausola di salvaguardia che, fatti salvi i diritti sindacali e di sciopero, impegna le parti ad attuare tutte le procedure di raffreddamento previste in relazioni ad azioni sospensive dal lavoro o che causano interruzioni alle attività tali da compromettere i contratti sottoscritti tra Fincantieri e gli armatori relativamente alle navi in riparazione o negli stabilimenti di Palermo".
Durante la lunga trattativa, ci sono state alcune sospensioni. L'obiettivo del prefetto Umberto Postiglione, che ha seguito tutte le fasi del confronto, era quello di chiudere l'incontro con un'intesa. Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi che ha confermato gli investimenti della Regione siciliana nei due bacini di carenaggio di 19 e 52 tonnellate, assicurando rapidità nell'espletamento dei bandi di gara. Attorno all'intesa Fim Fiom e Uilm hanno ritrovato l'unità, persa durante la prima fase poi sfociata nello sciopero, nelle proteste di piazza e nel braccio di ferro tra Fim e Uilm locali con le segreterie nazionali, alle quali è stato contestato di avere firmato l'accordo che prevedeva i 140 esuberi.
Il nuovo documento prevede, anche, che la cassa integrazione, avviata all'inizio del mese per 130 operai, sia gestita a rotazione, coinvolgendo tutti i lavoratori, e non a zero ore. Inoltre nell'ambito dei bandi per i bacini, Fincantieri si è impegnata, qualora si aggiudicasse le gare, ad assegnate gli appalti alle ditte dell'indotto che dovranno utilizzare le maestranze locali. Nell'intesa è stata aggiunta una clausola di salvaguardia che impegna i sindacati, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, a mettere in atto forme di raffreddamento delle tensioni sociali.
Durante la trattativa, il gruppo di Trieste ha annunciato alla Regione di stare lavorando a un progetto off-shore, un prototipo che se dovesse trovare un committente sarebbe assegnato ai Cantieri navali. La Fiom sottolinea "il passo in avanti fatto con questo accordo rispetto al precedente", segnalando il lavoro di mediazione svolto dal prefetto e dalla Regione, e criticando contemporaneamente "il governo nazionale che non ha compreso i motivi della protesta e l'importanza per il Paese del settore della cantieristica". Gli operai, dopo vari giorni di protesta, sono intanto tornati al lavoro.

 

Gli auguri del presidente A.P. Nino Bevilacqua
Palermo e Termini: grandi potenzialità contro la crisi

 

Come ogni anno, il presidente dell’Autorità portuale, professor Nino Bevilacqua (nella foto), ha voluto rivolgere alla portualità di Palermo e Termini Imerese un augurio, una riflessione, un auspicio. Una brevissima sintesi di ciò che poteva essere ed è stato fatto, dei lavori in corso d’opera e imminenti, dei progetti per le opere portuali da realizzare anche nello scalo termitano. Progetti sostenuti da corposi stanziamenti, che nel 2012 si tradurranno in concreti benefici per l'occupazione e per la nostra economia. Con i tempi che corrono, le buone notizie e le giuste aspettative ci offrono già un Natale più sereno e una prospettiva migliore per l'anno che verrà. E questo, caro presidente, non è poco.

“Un augurio di Buon Natale e un sereno Anno Nuovo a tutta la portualità di Palermo e Termini Imerese.
Questa Autorità portuale è diventata punto di riferimento, esempio di trasparenza e una grande fucina di operatività. E, nonostante la congiuntura economica che attraversa il mondo, noi continuiamo a lavorare con fiducia per il futuro.
Il progetto di sviluppo e valorizzazione del nuovo scalo procede, perché la funzione dell’Autorità portuale è quella di ricercare e rinnovare con coraggio le sinergie tra il porto e la sua città. E noi ci siamo ritagliati il nostro spazio a beneficio delle collettività palermitana e termitana.
Oggi la qualità e la varietà dei traffici fanno dell’area portuale un approdo multifunzionale e le statistiche ci consegnano numeri che riescono a contrastare la crisi mondiale e che dimostrano una molteplice vocazione dello scalo.
Le crociere nel 2011, per esempio, hanno registrato un trend in crescita. Gli investimenti in opere ed attrezzature portuali, che comprendono anche il porto di Termini Imerese, possono contare su rilevanti stanziamenti che permetteranno di stare al passo coi tempi e di cogliere sfide e opportunità che il commercio e l’economia globale consentono.
Dopo il Castello a Mare, altri spazi, come l’area della Cala, sono stati recuperati e consegnati alla disponibilità dei cittadini e dei turisti, fruibili soprattutto durante i mesi estivi.
Il fronte a mare continua ad essere un nodo importante, per questo ritengo fondamentale che Palermo edifichi scenari coraggiosi, mettendo in campo idee diverse.
Da qui la necessità di un porto nuovo con spazi da valorizzare e restituire alla comunità.
Abbiamo lavorato e pianificato in sinergia con le istituzioni: il 2012 sarà un anno di raccolta di quanto seminato.
Ringrazio tutti per la passione con cui è stato interpretato il nostro lavoro e rinnovo gli auguri di Buon Natale e un sereno Anno Nuovo a tutta la portualità di Palermo e Termini Imerese”.

 

Accordo raggiunto: Siremar leva l'ancora
Firmata l'intesa sindacati-Compagnia delle Isole

I sindacati e la “nuova” Siremar bruciano i tempi e, ancor prima di stringersi la mano per gli auguri del nuovo anno, siglano l’esito positivo della consultazione sindacale.
La nuova proprietà può, così, togliere gli ormeggi, nelle more delle decisioni dei giudici sui ricorsi della cordata guidata da Ustica Lines di Vittorio Morace e Gruppo Franza contro l’acquisizione da parte della Compagnia delle Isole, il cui pacchetto di maggioranza è controllato dal Gruppo Lauro e dalla Regione Sicilia.
I “nodi” principali erano costituiti dalle questioni, prioritarie per i sindacati, dei mantenimenti dei livelli occupazionali e della sede amministrativa a Palermo. Dal presidente Salvatore Lauro sono arrivati due sì.
“Il verbale di accordo - si legge nel comunicato diffuso dalle sigle maggiormente rappresentative, cioè Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - ha recepito quanto sostenuto dalle organizzazioni sindacali dall’inizio di questa vertenza. Sono stati tutelati i livelli occupazionali e salvaguardato il contratto di lavoro. Con l’accordo viene garantita l’assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale amministrativo e navigante iscritto nei regimi contrattuali di Siremar in amministrazione straordinaria di ruolo organico e in continuità di rapporto di lavoro. Tutti i lavoratori iscritti al turno particolare continueranno a essere imbarcati con le stesse modalità finora seguite”.
Per quanto riguarda l’instaurazione dei nuovi rapporti di lavoro in continuità, “le assunzioni avverranno presso l’attuale sede di lavoro. I rapporti di lavoro così instaurati verranno regolati sulla base del Ccnl Fedarlinea e della contrattazione aziendale vigente sino al loro rinnovo concordato. Ai lavoratori sono garantite le attuali condizioni economiche e normative, la retribuzione individuale, la professionalità acquisita e le funzioni. Il rapporto di lavoro con Siremar si risolverà nell’atto di assunzione da parte di Compagnia delle Isole e verranno garantiti di conseguenza gli attuali scatti d’anzianità, riconosciuti sotto forma di superminimo non assorbibile, la cui incidenza sarà su tutti gli istituti retributivi, anche differiti, e l’anzianità riprenderà dal giorno dell’assunzione stessa. Le trattative per un nuovo assetto contrattuale concordato saranno avviate con CdI al passaggio dell’azienda ed al perfezionamento del piano industriale.
Le “stanze dei bottoni” resteranno a Palermo: “La sede legale della nuova società - continua la nota - che continuerà ad utilizzare il marchio Siremar, sarà a Palermo. Il luogo di lavoro del personale amministrativo resterà a Palermo così come i turni del personale navigante. La CdI spa avrà un capitale sociale di 20,8 milioni di euro e le linee del piano industriale, che sarà conforme alla convenzione da stipulare con lo Stato, saranno perfezionate in un confronto col sindacato. Previsto anche un ampliamento dei servizi fuori convenzione destinati a collegamenti cabotieri verso diverse destinazioni. In questo contesto organizzativo viene garantita tutta la forza lavoro di Siremar”.

 

Renato Coroneo, il Porto in libreria

Storia, storiografia e immagini attraverso

le civiltà e le vicende dello scalo marittimo

 

Renato Coroneo torna in libreria. Affida agli scaffali la Storia del porto di Palermo (Marcello Clausi editore). Un volume elegante e subito gradevole e accattivante. Una storia che solca con leggerezza e agilità le placide acque del nostro scalo, dalle sue origini (è il caso di dire) fino ai nostri giorni. Una sintesi armonica dei passaggi epocali, senza mai affrancarsi da un'attenta ricerca storiografica. E sullo sfondo una scenografia ben architettata, che si propone denominatore comune agli accadimenti, fissandoli come pietre miliari nella nostra memoria portuale, spesso distratta da ciò che poteva essere e non è stato.

Una sequenza di civiltà colte nei loro emblemi; un lascito di storie e di storia puntualizzate da una penna senza sbavature e da immagini rassegnate a un verismo senza inganni.

La sorte, ch'è toccata a questo fronte di mare, detta i tempi d'una cronologia rigogliosa:

la crudeltà dei fenici; la certezza dei greci; l'orgoglio dei romani; l'arguzia degli arabi; la nobiltà degli spagnoli; la grandeur dei francesi; l'ironia degli inglesi.

Di tanto privilegio sono fatte le basole e le banchine di questo porto e di tanto privilegio Coroneo ci racconta e ci ricorda senza il compiacimento dello storico ma con un approccio che rende umane le vicende di questo piccolo grande scalo e della città che se lo stringe al petto quando servono quattro paghe per il lesso.

Si legge d'un fiato; eppoi si ritorna indietro per dare spazio e soddisfazione alle immagini: tutte belle, nessuna esclusa, e scelte con saggezza.

L'iconografia è attenta, puntuale e puntigliosa. Un'esattezza che pesca in archivi fotografici di somma qualità e si compiace di reperti di raro valore storiografico, complici le memorie ben custodite dell'Autorità Portuale di Palermo, del IV Reparto Volo della Polizia di Boccadifalco, di Sandro Scalia e dei clic raffinati e suggestivi di Tonino Compagno.

Una teoria di fotogrammi che s'inseguono ordinatamente e fissati là dov'è giusto che stiano:

una barca stanca di battigia; una banchina afona che guarda alla montagna sacra ancora spoglia del suo castello; la superba alterigia di ciminiere ferite a morte da un manipolo di dei usurpatori, gelosi, falsi e bugiardi; un pachiderma di cargo stanco di fatica; navi da crociera d'un immenso bianco, docili e pazienti, alle banchine; deliziosi dettagli e luminose panoramiche di una Cala risorta dalla ferrea volontà di un giovane presidente dell'Autorità Portuale e dalle matite di promettenti architetti di talento.

Insomma, un volume che anche nel prezzo di copertina (appena 20 euro) vale abbondantemente un'indovinata strenna natalizia.