Renato Coroneo torna in libreria. Affida agli scaffali la Storia del porto di
Palermo (Marcello Clausi editore). Un volume elegante e subito gradevole e
accattivante. Una storia che solca con leggerezza e agilità le placide acque del
nostro scalo, dalle sue origini (è il caso di dire) fino ai nostri giorni. Una
sintesi armonica dei passaggi epocali, senza mai affrancarsi da un'attenta
ricerca storiografica. E sullo sfondo una scenografia ben architettata, che si
propone denominatore comune agli accadimenti, fissandoli come pietre miliari
nella nostra memoria portuale, spesso distratta da ciò che poteva essere
e non è stato.
Una
sequenza di civiltà colte nei loro emblemi; un lascito di storie e di storia
puntualizzate da una penna senza sbavature e da immagini rassegnate a un verismo
senza inganni.
La
sorte, ch'è toccata a questo fronte di mare, detta i tempi d'una cronologia
rigogliosa:
la
crudeltà dei fenici; la certezza dei greci; l'orgoglio dei romani; l'arguzia
degli arabi; la nobiltà degli spagnoli; la grandeur dei francesi;
l'ironia degli inglesi.
Di
tanto privilegio sono fatte le basole e le banchine di questo porto e di tanto
privilegio Coroneo ci racconta e ci ricorda senza il compiacimento dello storico
ma con un approccio che rende umane le vicende di questo piccolo grande scalo e
della città che se lo stringe al petto quando servono quattro paghe per il
lesso.
Si
legge d'un fiato; eppoi si ritorna indietro per dare spazio e soddisfazione alle
immagini: tutte belle, nessuna esclusa, e scelte con saggezza.
L'iconografia è attenta, puntuale e puntigliosa. Un'esattezza che pesca in
archivi fotografici di somma qualità e si compiace di reperti di raro valore
storiografico, complici le memorie ben custodite dell'Autorità Portuale di
Palermo, del IV Reparto Volo della Polizia di Boccadifalco, di Sandro Scalia e
dei clic raffinati
e suggestivi di Tonino Compagno.
Una
teoria di fotogrammi che s'inseguono ordinatamente e fissati là dov'è giusto che
stiano:
una
barca stanca di battigia; una banchina afona che guarda alla montagna sacra
ancora spoglia del suo castello; la superba alterigia di ciminiere ferite a
morte da un manipolo di dei usurpatori, gelosi, falsi e bugiardi; un pachiderma
di cargo stanco di fatica; navi da crociera d'un immenso bianco, docili e
pazienti, alle banchine; deliziosi dettagli e luminose panoramiche di una Cala
risorta dalla ferrea volontà di un giovane presidente dell'Autorità Portuale e
dalle matite di promettenti architetti di talento.
Insomma, un volume che anche nel prezzo di copertina (appena 20 euro) vale
abbondantemente un'indovinata strenna natalizia.