SICILIA Isole minori
I tagli arrivano: le reazioni
Fondi ridotti ai collegamenti marittimi: scatta l’allarme
per turismo, lavoro, ambiente e armatori
Salvatore Ferro
I tagli sono arrivati, nubi grigie addensatesi in gelide, e soprattutto vere, secchiate sull’articolato sistema del mare siciliano: i collegamenti marittimi con le quattordici isole minori subiranno, in virtù della legge finanziaria approvata dall’Ars, drastici ridimensionamenti e soppressioni, con riduzioni che toccano il venti per cento sui budget obbligatori per il regime di convenzioni che servono ad assicurare ai residenti la tutela del principio di continuità territoriale. Dopo gli umori (per lo più tutt’altro che buoni) per la minaccia dei tagli, ecco l’analisi dei pensieri e delle prospettive concrete: di armatori, sindaci, lavoratori. Tutti oggettivamente colpiti. Sotto i diversi e connessi profili imprenditoriale, occupazionale, oppure ancora ambientale ed economico-turistico.
Gli armatori
“Mortificati investimenti di anni sugli scafi ad alta velocità”
di Vittorio Morace*
I vertici della Regione, purtroppo
si è avverato, hanno determinato la riduzione di circa il venti per cento dei
servizi collegamento veloce della Ustica Lines.
Tutto ciò accade in prossimità della stagione estiva, per la quale i tour
operator, i turisti e quanti altri hanno la consuetudine di pianificare le
proprie vacanze, hanno anche già acquistato il biglietto di trasporto ma...
sorpresa! Alcune linee, nonostante abbiano collezionato bel 23 anni di servizio,
sono state eliminate. Molti clienti dovranno rivedere o cancellare anche il
trasporto assicurato dalla Ustica Lines e diffuso attraverso i libricini orari e
tariffe che, ovviamente hanno una grande diffusione dia in Italia che
all’estero.
Ma cose ben più gravi avrebbero dovuto dissuadere chi di competenza dal ridurre
le linee. Fra tante:
- La cancellazione di due linee - Trapani-Egadi-Ustica e Palermo-Isole Eolie è
un fatto drammatico. La rete dei collegamenti veloci marittimi si è consolidata
negli anni per volere della Regione e delle Amministrazioni delle isola, non
senza affrontare e richiedere notevoli sacrifici. In qualsiasi parte del mondo
l’incremento del turismo segue l’aumento del trasporto e non il contrario, ed è
altrettanto vero che a una riduzione dei trasporti segue una drastica
diminuzione del turismo. L’affermazione di queste due linee è costata anni di
impegno e sacrifici; il cancellarle, invece, solo pochi giorni: neanche il tempo
di cercare alternative o di rifletere sulle perdite economiche che il mancato
turismo produrrà e che incideranno notevolmente sulla già magra economia degli
isolani.
- L’Ustica Lines ha, già da due anni, costituito un settore dedicato alla
ricerca, al design e alla progettazione di nuove imbarcazioni veloci, e avviato
un programma di formazione e aggiornamento professionale destinati
all’assunzione di personale locale da destinare per la costruzione delle nuove
unità. Attualmente è pronto il primo progetto di un aliscafo di nuova
generazione che, rispetto a quelli esistenti, ha migliori prestazioni di
velocità e di conforto ed è dotato di ulteriori sistemi per la sicurezza, con
particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. Questo aliscafo, progettato
per essere costruito a Trapani, rappresenta un prodotto che potrà destare
notevole interesse nel campo internazionale dei trasporti veloci via mare.
Si aprirebbero quindi attività di prestigio attraverso un cantiere che
rappresenterebbe un polo specializzato per la costruzione, manutenzione e
assistenza per unità veloci, realizzando un numero considerevole di posti di
lavoro. La riduzione di due linee tradizionali, contravvenendo a quanto
stipulato in contratti di servizio, rende incerto il futuro della Ustica Lines:
con quale coraggio potrà perseguire i programmi di incremento e di
ammodernamento della flotta? È davvero necessario sacrificare un’attività leader
nel mondo? Deve essere proprio la Regione in cui è nata e cresciuta, a
decretarne il declino? E i motivi???
* Presidente di Ustica Lines
1 maggio 2012
La Ngi: “Danni a noi e ai lavoratori, ma non licenzieremo"
Per Tiziano Minuti, responsabile Personale e Affari generali di Caronte & Tourist, gruppo di riferimento della Ngi, concessionaria di collegamenti per Ustica - scadenza a giugno - e le Eolie - contratto scaduto a dicembre pur nella continuità del servizio garantito dalla Compagnia - “i tagli procureranno danni di varia natura e grande portata. Penalizzeranno la popolazione,. che sconta la ‘colpa’ di non risiedere nell’isola maggiore., l’occupazione, l’economia turistica e d’indotto. Quando i tagli erano una minaccia non ancora concreta, io avevo ipotizzato un intervento soludale fra più assessorati. Che non c’è stato. E ora? I ridimensionamenti e la politica di contenimento dei costi sono inevitabili. Ma la nostra scelta è chiara: non licenzieremo nessuno. Sarà necessario, seppure con dolore, intervenire sui livelli salariali. La nostra gente continuerà a lavorare. Tutta. Per questo abbiamo già avviato la trattativa con i sindacati”.
1 maggio 2012
I sindaci
“Una comica tragedia: vogliono farci scappare"
di Aldo Messina*
Se la cosa non riguardasse la vita
dei 20.000 cittadini che abitano le quattordici isole dell’arcipelago siciliano,
potremmo affermare che la finanziaria regionale è comica. Da un lato consente ai
sindaci di istituire un ticket d’ingresso, dall’altro cancella gran parte dei
collegamenti che avrebbero consentito ai turisti di arrivare e di pagare il
ticket. Non saranno più collegate tra loro Ustica, Favignana e Napoli.
Stessa sorte Lampedusa con Pantelleria, le Eolie con la Calabria... Poco importa
se tanti hanno investito e vedranno crollare le presenze, se gli ormeggiatori
avranno un calo occupazionale, se si ridurrà il personale degli aliscafi e che
questi siano spesso isolani, e se gli albergatori dovranno licenziare. Al
legislatore è parsa un optional persino la nave Ro.Ro. che trasporta merci,
merci pericolose e rifiuti. Se si aggiunge il taglio per il funzionamento dei
dissalatori che producono acqua dolce da quella marina, si comprende
l’obiettivo: assediare, sino a farli fuggire, gli abitanti. Abbiamo distrutto la
pesca locale con una folle applicazione delle norme europee, abbiamo abolito la
caccia facendo aumentare il numero dei conigli che distruggono ogni
coltivazione. L’importante è che quando quei pochi turisti arrivano su un’isola
trovino tutto pulito e tutti sorridenti e commentino: “Beati voi che vivete in
questo paradiso”... Hanno ragione quei politici che affermano in perfetta
demagogia: “Per carità, non chiamiamole più isole minori”. Infatti “isole
minime” è già tanto.
* Sindaco di Ustica
1 maggio
Mariano Bruno (sindaco di Lipari):
"La furia delle Eolie. Isolani sì, isolati mai"
Mandato scaduto da poche ore, ma dissenso immutato in durezza e
promesse di resistenza contro i tagli compiuti dalla Regione, e approvati
dall’Ars, sui collegamenti marittimi.
Il sindaco di Lipari Mariano Bruno non la manda giù, ora che il timore si è
tradotto in realtà: “Questo sarebbe l’interesse grande che il governo ha
dichiarato di nutrire per le Eolie?”. “Dimenticano forse - ha detto Bruno
- che per noi i trasporti rappresesentano il punto cruciale di sopravvivenza. Se
nel Pil regionale le isole figurano come grande ricchezza, l’unico omaggio che
ricevono è essere proclamate a parole fiore all’occhiello della Sicilia. Un
fiore lasciato appassire. Patto di stabilità? Investimenti sulla vocazione
turistica della Sicilia? L’unica risposta c è la mancanza di sensibilità e il
calpestamento di principi costituzionali come il diritto allo studio, alla
salute, alla continuità territoriale. Alla vita stessa, io dico. Ci fregiamo
della ‘bandiera blu’ conquistata l’anno scorso grazie alla purezza e bellezza
del nostro mare, e ce ne fregeremo probabilmente anche nel 2012. Conta qualcosa,
questo? A quanto sembra, no. Ma non riusciranno a mortificarci, assicuro che
troveremo insieme la forza di reagire, oggi più che mai. Non importa chi guiderà
il Comune in futuro, questa è una battaglia di tutti. In nome del nostro
ambiente e dei nostri territori, resteremo inflessibili nel gridare: isolani sì,
isolati mai”.
1 maggio 2012
I sindacati
Falanga (Uiltrasporti): "Tradita la vocazione della Sicilia,
investimenti e nuove assunzioni rischiano di andare in fumo"
Il “colpo” risuona anche nel mondo
sindacale. Le preoccupate considerazioni del dopo-tagli sono affidate al
principale esponente siciliano del sindacato maggiormente rappresentativo a
livello nazionale per la categoria dei marittimi. Agostino Falanga (nella
foto), del dipartimento nazionale della Uiltrasporti, ribadisce in termini
di amara certezza quanto aveva prospettato, quando i ridimensionamenti erano una
pur concreta minaccia in procinto di passare dal tavolo della giunta ai banchi
dell’Ars. “Speravo di essere più lontano dalla verità, quando prevedevo le
rovinose conseguenze della manovra - ha detto Falanga - ma purtroppo non è così.
Queste scelte aggraveranno la crisi del settore, penalizzando anche e
soprattutto gli armatori che hanno continuato a investire in mezzi di ultima
generazione, come Ustica Lines. E, con loro, i nostri lavoratori. Oltre al danno
ambientale, d’immagine e di approdi turistici, ulteriore tradimento alla
vocazione della Sicilia. Tutta la Sicilia, di cui le isole minori non sono una
fastidiosa appendice”.
1 maggio 2012
Una scure pesante venti milioni
Palazzo dei Normanni approva in finanziaria la riduzione
dei fondi per i collegamenti marittimi e i servizi aggiuntivi
Salvatore Ferro
La scure è calata. Stretta fra le
mani della maggioranza dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, sul
capitolo dei finanziamenti ai collegamenti da e per le quattordici isole minori
siciliane. Di fronte alla strenua difesa della manovra di austerità da parte
dell’assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao (“è una delle norme che co
stituiscono
l’impalcatura dell’intera manovra”), un’opposizione schierata in modo che più
trasversale non si poteva. La misura è stata la prima, infatti, fra quelle
approvate nella lunga e dibattuta notte della finanziaria a Palazzo dei
Normanni. E coinvolge non solo i collegamenti marittimi, ma pure le autolinee in
concessione: nel dettaglio, rispettivamente, colpi di forbice per diciannove e
ventuno milioni di euro.
In addendi - meglio, sottrazioni - i fondi da destinare alle aziende di
trasporto pubblico locale (autolinee) calano da 222 a 201 milioni: dieci per
cento. Leggasi, secondo prime stime, rese pubbliche da Confindustria Sicilia,
qualcosa come seicento licenziamenti nelle aziende private e 1.400 posti di
lavoro persi nel settore pubblico.
E sul fronte mare, a fronte del deliberato taglio del 20 per cento sui fondi - e
stavolta le fosche previsioni sono dei sindacati del settore marittimo, in testa
la Uiltrasporti, che è la sigla maggiormente rappresentativa - si sarebbe vicini
al 20-30 per cento di marittimi impegnati nei collegamenti con le isole minori,
destinati a perdere il posto. La sofferenza riguarderà non soltanto i passaggi
turistici, alle porte, già praticamente spalancate, della stagione estiva, ma
pure e soprattutto i servizi aggiuntivi, che garantiscono anche il trasporto
regolare dei rifiuti solidi urbani e dei materiali pericolosi sulla terra ferma
per lo smaltimento.
Già nell’ampia inchiesta condotta su questo giornale nel numero del 15 febbraio,
avevamo registrato l’acutissimo timbro del grido di allarme lanciato dalle
diverse parti in causa: albergatori, sindaci, armatori, sindacati. A “saltare”,
infatti, non sono solo gli accordi per i contratti scaduti o in imminente
scadenza, ma pure quelli ancora in vigore. A questi, per esempio, si erano
rivolte le nette considerazioni di Vittorio Morace (nella foto in alto)
presidente di Ustica Lines: “Per onorare i nostri impegni - aveva ammonito
Morace - abbiamo investito in undici nuove navi, assumendo il personale
necessario. Qualora dovesse essere messa in atto la nefasta riduzione, i fautori
di tanta capacità industriale, politica e sociale avrebbero fatto i conti senza
l’oste: la Regione ha firmato contratti di servizio che andranno a scadere,
alcuni nel 2013, altri nel 2014. Fino ad allora nessuna riduzione potrà
applicarsi secondo legge”. Sulla stessa linea, Confindustria (“Questo è il
governo dei ragionieri”, aveva detto il consigliere Ivo Blandina), i sindaci
(“Colpo mortale al turismo”, secondo l’eoliano Mariano Bruno), i rappresentanti
dei lavoratori (“Un provvedimento che non ha logica e colpisce a tradimento
ambiente e occupazione”, per Agostino Falanga di Uiltrasporti).
Ora la scure è calata veramente. Nell’attonimento di attori e spettatori
interessati, suonano a tono umori e dichiarazioni degli operatori turistici: “Il
taglio ai collegamenti marittimi integrativi - ha detto a caldo Christian Del
Bono, presidente di Federalberghi Eolie e isole minori - sancisce il
disinteresse o quantomeno la mancanza di percezione da parte della politica
siciliana rispetto alle problematiche delle piccole isole siciliane. Il taglio
va a incidere negativamente su quei collegamenti che attualmente non riescono
nemmeno a garantire agli studenti di alcune delle isole periferiche di giungere
a scuola in orario. Rid
uzione
dei posti di lavoro e una nuova perdita di competitività delle nostre isole sui
mercati turistici: con questo taglio le isole si vedono depredate di altri 20
milioni di euro”.
Voci discordi, e tante, da Palazzo dei Normanni: “L’esito miope - per il
deputato regionale Marianna Caronia (nella foto a destra) - di una
politica improntata all’emergenza e poco attenta ai bisogni reali del turismo e
del lavoro, e all’affanno ormai cronico di un settore che impiega migliaia di
persone e offre servizi incomprimibili. Il rispetto del principio di continuità
territoriale significa ben altro”.
15 aprile 2012
“Il coraggio dei sub nel ventre
della Costa Concordia”
Intervista esclusiva al capitano Rodolfo Raiteri, comandante dei sommozzatori della Guardia Costiera al Giglio
Salvatore Ferro
Centimetri di sprofondamento giornaliero e abissi di coraggio, pro
fessionalità e
solidarietà. In esclusiva per questo giornale, l’intervista al capitano di
fregata Rodolfo Raiteri, comandante delle operazioni di soccorso dei
sommozzatori della Guardia Costiera-Capitanerie di porto a bordo della Concordia
naufragata sugli scogli dell’Isola del Giglio. “Un’esperienza che ci segnerà
tutti, nella vita, nella professione, in fondo all’anima. Quanto profondamente,
nessuno di noi lo sa ancora”, ha detto il comandante Raiteri. Che ha reso
omaggio alle vittime della tragedia e al coraggio quotidiano dei suoi
sommozzatori e dei sub speleo dei Vigili del Fuoco, come agli uomini della
Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
Un bilancio tragico, quello portato a galla dagli uomini della Marina: dieci i
morti recuperati. Due i cadaveri riportati in superficie, invece, dai Vigili del
Fuoco. Un racconto a cuore aperto sul sacrificio quotidiano dei sommozzatori,
ora che le operazioni di recupero sott’acqua sono state sospese a causa del mare
mosso, dell’accelerazione dei movimenti della nave e del progressivo distacco
delle lamiere.
Giù nello tsunami
zitto e immobile del colosso in bilico, pieno d’acqua spessa e di minacce.
Oggetti, suppellettili, cose come saette. E corpi: la morte in faccia, anzi
addosso sulle mute. Questo - cuore fatto piccolo di pietà e immenso di quella
braveria umile e maestra che ha nome coraggio - è stata la missione quotidiana
dei sommozzatori dentro la pancia della Costa Concordia arenata davanti
all’Isola del Giglio.
Rodolfo Raiteri (nella foto sotto), palombaro della Marina Militar
e,
capitano di fregata comandante del quinto Nucleo sommozzatori di Genova e
responsabile delle operazioni subacquee al Giglio per la Guardia
Costiera-Capitanerie di porto al comando di diciotto sommozzatori e due
infermieri, è uomo di mare vecchio amico di Palermo. Qui si è immerso, qui è
stato scelto dalla Capitaneria di porto nel 2007 come membro della commissione
d’esami dei corsi Ots del Cedifop. Qui ha lavorato e lasciato il segno di uomo e
di capitano.
A bocce appena ferme, e ancora frementi di frenesia, con le operazioni
ufficialmente concluse a causa del maltempo, del mare mosso e dell’incalzante
pericolosità di ulteriori immersioni, all’Avvisatore Marittimo del
Mediterraneo Raiteri racconta. Tutto, in esclusiva. L’argomento è crudo, la
voce è il libro aperto della commozione e del pensiero alle famiglie di chi in
quella crociera ha perso la vita.
Una
fotografia dalle sale buie della nave, comandante. E il punto sulle operazioni
di recupero affidate ai sommozzatori.
“Ci siamo
dovuti fermare, molti degli ambienti della Concordia sono ormai a visibilità
zero e la nave ha accelerato i movimenti, non è chiaro se per il progressivo
distacco delle lamiere o per l’inabissamento. Le scoperte dei corpi possono
avvenire solo per contatto casuale. Probabilmente i dispersi rimasti, fluttuano
in stanze già esplorate. Vere trappole per i nostri ragazzi: le lamiere si
stanno deformando, si rischia di restare intrappolati. Se ripenso a quello che i
nostri uomini e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno fatto ogni giorno, non
posso che esprimere fierezza. Sono venute a galla profonde qualità umane e di
coraggio. Non esagero: sono stati sovrumani. Gli stessi esperti della
Fincantieri, che ha costruito la Concordia, non sono riusciti a spiegarsi come
siano riusciti a resistere in quelle condizioni. Io li ringrazio e tutto il
Paese dovrebbe farlo”.
Noi non
esitiamo. A voi della Marina Militare è toccato il compito più aspro. E, forse,
la cicatrice più profonda. Dieci morti ritrovati.
“Dieci noi,
due i Vigili del Fuoco. Nei giorni successivi al naufragio, sono arrivati i
sommozzatori della Polizia, Carabinieri e della Guardia di Finanza. Non possiamo
neppure sapere con certezza se vi siano ancora corpi dentro la nave, e quanti.
Abbiamo ispezionato l’ispezionabile, adesso è un vero inferno: moquette, tavoli,
sedie, suppellettili si staccano dal pavimento e dai supporti e fluttuano
imprevedibilmente, proiettili enormi e pericolosissimi”.
Parliamo
della cicatrice.
“Le parlo da
uomo di mare con vent’anni di esperienza: mai visto e nemmeno immaginato nulla
del genere. Un’esperienza cui non so ancora dare dimensione, né tantomeno posso
immaginare quanto grande e profondo sarà il segno che ci lascerà. Enorme, di
quelli che ti cambiano la vita, l’anima, la professione”.
Qualcosa
di anche lontanamente comparabile, nella sua lunga esperienza?
“No.
Assolutamente fuori dall’immaginazione, mai visto né previsto niente di simile.
Non avrei mai voluto esserci”.
In che senso, comandante?
“Per le vittime. Indifese, innocenti. E numerose. La nostra assoluta vicinanza
alle famiglie forse non basterà, ma io e tutta la Marina siamo stati e siamo con
loro”.
I valori,
il valore...
“Sì. Nostro malgrado abbiamo scritto una grande pagina della storia della subacquea. Persino esperti sommozzatori francesi, in genere non certo prodighi di congratulazioni, sono rimasti a bocca aperta davanti al coraggio dei nostri uomini. ‘Non avremmo mai saputo fare di meglio’, mi hanno detto. Ma non dimentichiamo né perché né per chi abbiamo lavorato giorno e notte”.
Gli auguri del presidente A.P. Nino Bevilacqua
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Accordo raggiunto: Siremar leva l'ancora
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Renato
Coroneo, il Porto in libreria