Clicca sulla pagina per leggere il giornale

 

 

 

Visita il QUOTIDIANO ON LINE in fase di allestimento

 

Menu:

 

 

 

Link:

Autorità Portuale

 

 

Porti:

Palermo
Venezia

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

 

SICILIA Isole minori

 

 

I tagli arrivano: le reazioni
 

Fondi ridotti ai collegamenti marittimi: scatta l’allarme

per turismo, lavoro, ambiente e armatori

Salvatore Ferro

 

I tagli sono arrivati, nubi grigie addensatesi in gelide, e soprattutto vere, secchiate sull’articolato sistema del mare siciliano: i collegamenti marittimi con le quattordici isole minori subiranno, in virtù della legge finanziaria approvata dall’Ars, drastici ridimensionamenti e soppressioni, con riduzioni che toccano il venti per cento sui budget obbligatori per il regime di convenzioni che servono ad assicurare ai residenti la tutela del principio di continuità territoriale. Dopo gli umori (per lo più tutt’altro che buoni) per la minaccia dei tagli, ecco l’analisi dei pensieri e delle prospettive concrete: di armatori, sindaci, lavoratori. Tutti oggettivamente colpiti. Sotto i diversi e connessi profili imprenditoriale, occupazionale, oppure ancora ambientale ed economico-turistico.

 

Gli armatori

 

“Mortificati investimenti di anni sugli scafi ad alta velocità”

di Vittorio Morace*

 

I vertici della Regione, purtroppo si è avverato, hanno determinato la riduzione di circa il venti per cento dei servizi collegamento veloce della Ustica Lines.
Tutto ciò accade in prossimità della stagione estiva, per la quale i tour operator, i turisti e quanti altri hanno la consuetudine di pianificare le proprie vacanze, hanno anche già acquistato il biglietto di trasporto ma... sorpresa! Alcune linee, nonostante abbiano collezionato bel 23 anni di servizio, sono state eliminate. Molti clienti dovranno rivedere o cancellare anche il trasporto assicurato dalla Ustica Lines e diffuso attraverso i libricini orari e tariffe che, ovviamente hanno una grande diffusione dia in Italia che all’estero.
Ma cose ben più gravi avrebbero dovuto dissuadere chi di competenza dal ridurre le linee. Fra tante:
- La cancellazione di due linee - Trapani-Egadi-Ustica e Palermo-Isole Eolie è un fatto drammatico. La rete dei collegamenti veloci marittimi si è consolidata negli anni per volere della Regione e delle Amministrazioni delle isola, non senza affrontare e richiedere notevoli sacrifici. In qualsiasi parte del mondo l’incremento del turismo segue l’aumento del trasporto e non il contrario, ed è altrettanto vero che a una riduzione dei trasporti segue una drastica diminuzione del turismo. L’affermazione di queste due linee è costata anni di impegno e sacrifici; il cancellarle, invece, solo pochi giorni: neanche il tempo di cercare alternative o di rifletere sulle perdite economiche che il mancato turismo produrrà e che incideranno notevolmente sulla già magra economia degli isolani.
- L’Ustica Lines ha, già da due anni, costituito un settore dedicato alla ricerca, al design e alla progettazione di nuove imbarcazioni veloci, e avviato un programma di formazione e aggiornamento professionale destinati all’assunzione di personale locale da destinare per la costruzione delle nuove unità. Attualmente è pronto il primo progetto di un aliscafo di nuova generazione che, rispetto a quelli esistenti, ha migliori prestazioni di velocità e di conforto ed è dotato di ulteriori sistemi per la sicurezza, con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. Questo aliscafo, progettato per essere costruito a Trapani, rappresenta un prodotto che potrà destare notevole interesse nel campo internazionale dei trasporti veloci via mare.
Si aprirebbero quindi attività di prestigio attraverso un cantiere che rappresenterebbe un polo specializzato per la costruzione, manutenzione e assistenza per unità veloci, realizzando un numero considerevole di posti di lavoro. La riduzione di due linee tradizionali, contravvenendo a quanto stipulato in contratti di servizio, rende incerto il futuro della Ustica Lines: con quale coraggio potrà perseguire i programmi di incremento e di ammodernamento della flotta? È davvero necessario sacrificare un’attività leader nel mondo? Deve essere proprio la Regione in cui è nata e cresciuta, a decretarne il declino? E i motivi???

* Presidente di Ustica Lines

1 maggio 2012

 

La Ngi: “Danni a noi e ai lavoratori, ma non licenzieremo"

Per Tiziano Minuti, responsabile Personale e Affari generali di Caronte & Tourist, gruppo di riferimento della Ngi, concessionaria di collegamenti per Ustica - scadenza a giugno - e le Eolie - contratto scaduto a dicembre pur nella continuità del servizio garantito dalla Compagnia - “i tagli procureranno danni di varia natura e grande portata. Penalizzeranno la popolazione,. che sconta la ‘colpa’ di non risiedere nell’isola maggiore., l’occupazione, l’economia turistica e d’indotto. Quando i tagli erano una minaccia non ancora concreta, io avevo ipotizzato un intervento soludale fra più assessorati. Che non c’è stato. E ora? I ridimensionamenti e la politica di contenimento dei costi sono inevitabili. Ma la nostra scelta è chiara: non licenzieremo nessuno. Sarà necessario, seppure con dolore, intervenire sui livelli salariali. La nostra gente continuerà a lavorare. Tutta. Per questo abbiamo già avviato la trattativa con i sindacati”.

1 maggio 2012

 

I sindaci

 

“Una comica tragedia: vogliono farci scappare"

di Aldo Messina*

 

Se la cosa non riguardasse la vita dei 20.000 cittadini che abitano le quattordici isole dell’arcipelago siciliano, potremmo affermare che la finanziaria regionale è comica. Da un lato consente ai sindaci di istituire un ticket d’ingresso, dall’altro cancella gran parte dei collegamenti che avrebbero consentito ai turisti di arrivare e di pagare il ticket. Non saranno più collegate tra loro Ustica, Favignana e Napoli.
Stessa sorte Lampedusa con Pantelleria, le Eolie con la Calabria... Poco importa se tanti hanno investito e vedranno crollare le presenze, se gli ormeggiatori avranno un calo occupazionale, se si ridurrà il personale degli aliscafi e che questi siano spesso isolani, e se gli albergatori dovranno licenziare. Al legislatore è parsa un optional persino la nave Ro.Ro. che trasporta merci, merci pericolose e rifiuti. Se si aggiunge il taglio per il funzionamento dei dissalatori che producono acqua dolce da quella marina, si comprende l’obiettivo: assediare, sino a farli fuggire, gli abitanti. Abbiamo distrutto la pesca locale con una folle applicazione delle norme europee, abbiamo abolito la caccia facendo aumentare il numero dei conigli che distruggono ogni coltivazione. L’importante è che quando quei pochi turisti arrivano su un’isola trovino tutto pulito e tutti sorridenti e commentino: “Beati voi che vivete in questo paradiso”... Hanno ragione quei politici che affermano in perfetta demagogia: “Per carità, non chiamiamole più isole minori”. Infatti “isole minime” è già tanto.

* Sindaco di Ustica

1 maggio

 

Mariano Bruno (sindaco di Lipari):

"La furia delle Eolie. Isolani sì, isolati mai"

Mandato scaduto da poche ore, ma dissenso immutato in durezza e promesse di resistenza contro i tagli compiuti dalla Regione, e approvati dall’Ars, sui collegamenti marittimi.
Il sindaco di Lipari Mariano Bruno non la manda giù, ora che il timore si è tradotto in realtà: “Questo sarebbe l’interesse grande che il governo ha dichiarato di nutrire per le Eolie?”.  “Dimenticano forse - ha detto Bruno - che per noi i trasporti rappresesentano il punto cruciale di sopravvivenza. Se nel Pil regionale le isole figurano come grande ricchezza, l’unico omaggio che ricevono è essere proclamate a parole fiore all’occhiello della Sicilia. Un fiore lasciato appassire. Patto di stabilità? Investimenti sulla vocazione turistica della Sicilia? L’unica risposta c è la mancanza di sensibilità e il calpestamento di principi costituzionali come il diritto allo studio, alla salute, alla continuità territoriale. Alla vita stessa, io dico. Ci fregiamo della ‘bandiera blu’ conquistata l’anno scorso grazie alla purezza e bellezza del nostro mare, e ce ne fregeremo probabilmente anche nel 2012. Conta qualcosa, questo? A quanto sembra, no. Ma non riusciranno a mortificarci, assicuro che troveremo insieme la forza di reagire, oggi più che mai. Non importa chi guiderà il Comune in futuro, questa è una battaglia di tutti. In nome del nostro ambiente e dei nostri territori, resteremo inflessibili nel gridare: isolani sì, isolati mai”.

1 maggio 2012

 

 

I sindacati

 

Falanga (Uiltrasporti): "Tradita la vocazione della Sicilia,

investimenti e nuove assunzioni rischiano di andare in fumo"

 

Il “colpo” risuona anche nel mondo sindacale. Le preoccupate considerazioni del dopo-tagli sono affidate al principale esponente siciliano del sindacato maggiormente rappresentativo a livello nazionale per la categoria dei marittimi. Agostino Falanga (nella foto), del dipartimento nazionale della Uiltrasporti, ribadisce in termini di amara certezza quanto aveva prospettato, quando i ridimensionamenti erano una pur concreta minaccia in procinto di passare dal tavolo della giunta ai banchi dell’Ars. “Speravo di essere più lontano dalla verità, quando prevedevo le rovinose conseguenze della manovra - ha detto Falanga - ma purtroppo non è così. Queste scelte aggraveranno la crisi del settore, penalizzando anche e soprattutto gli armatori che hanno continuato a investire in mezzi di ultima generazione, come Ustica Lines. E, con loro, i nostri lavoratori. Oltre al danno ambientale, d’immagine e di approdi turistici, ulteriore tradimento alla vocazione della Sicilia. Tutta la Sicilia, di cui le isole minori non sono una fastidiosa appendice”.

1 maggio 2012


 

 

Una scure pesante venti milioni
 

Palazzo dei Normanni approva in finanziaria la riduzione

dei fondi per i collegamenti marittimi e i servizi aggiuntivi

Salvatore Ferro

 

La scure è calata. Stretta fra le mani della maggioranza dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, sul capitolo dei finanziamenti ai collegamenti da e per le quattordici isole minori siciliane. Di fronte alla strenua difesa della manovra di austerità da parte dell’assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao (“è una delle norme che costituiscono l’impalcatura dell’intera manovra”), un’opposizione schierata in modo che più trasversale non si poteva. La misura è stata la prima, infatti, fra quelle approvate nella lunga e dibattuta notte della finanziaria a Palazzo dei Normanni. E coinvolge non solo i collegamenti marittimi, ma pure le autolinee in concessione: nel dettaglio, rispettivamente, colpi di forbice per diciannove e ventuno milioni di euro.
In addendi - meglio, sottrazioni - i fondi da destinare alle aziende di trasporto pubblico locale (autolinee) calano da 222 a 201 milioni: dieci per cento. Leggasi, secondo prime stime, rese pubbliche da Confindustria Sicilia, qualcosa come seicento licenziamenti nelle aziende private e 1.400 posti di lavoro persi nel settore pubblico.
E sul fronte mare, a fronte del deliberato taglio del 20 per cento sui fondi - e stavolta le fosche previsioni sono dei sindacati del settore marittimo, in testa la Uiltrasporti, che è la sigla maggiormente rappresentativa - si sarebbe vicini al 20-30 per cento di marittimi impegnati nei collegamenti con le isole minori, destinati a perdere il posto. La sofferenza riguarderà non soltanto i passaggi turistici, alle porte, già praticamente spalancate, della stagione estiva, ma pure e soprattutto i servizi aggiuntivi, che garantiscono anche il trasporto regolare dei rifiuti solidi urbani e dei materiali pericolosi sulla terra ferma per lo smaltimento.
Già nell’ampia inchiesta condotta su questo giornale nel numero del 15 febbraio, avevamo registrato l’acutissimo timbro del grido di allarme lanciato dalle diverse parti in causa: albergatori, sindaci, armatori, sindacati. A “saltare”, infatti, non sono solo gli accordi per i contratti scaduti o in imminente scadenza, ma pure quelli ancora in vigore. A questi, per esempio, si erano rivolte le nette considerazioni di Vittorio Morace (nella foto in alto) presidente di Ustica Lines: “Per onorare i nostri impegni - aveva ammonito Morace - abbiamo investito in undici nuove navi, assumendo il personale necessario. Qualora dovesse essere messa in atto la nefasta riduzione, i fautori di tanta capacità industriale, politica e sociale avrebbero fatto i conti senza l’oste: la Regione ha firmato contratti di servizio che andranno a scadere, alcuni nel 2013, altri nel 2014. Fino ad allora nessuna riduzione potrà applicarsi secondo legge”. Sulla stessa linea, Confindustria (“Questo è il governo dei ragionieri”, aveva detto il consigliere Ivo Blandina), i sindaci (“Colpo mortale al turismo”, secondo l’eoliano Mariano Bruno), i rappresentanti dei lavoratori (“Un provvedimento che non ha logica e colpisce a tradimento ambiente e occupazione”, per Agostino Falanga di Uiltrasporti).
Ora la scure è calata veramente. Nell’attonimento di attori e spettatori interessati, suonano a tono umori e dichiarazioni degli operatori turistici: “Il taglio ai collegamenti marittimi integrativi - ha detto a caldo Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Eolie e isole minori - sancisce il disinteresse o quantomeno la mancanza di percezione da parte della politica siciliana rispetto alle problematiche delle piccole isole siciliane. Il taglio va a incidere negativamente su quei collegamenti che attualmente non riescono nemmeno a garantire agli studenti di alcune delle isole periferiche di giungere a scuola in orario. Riduzione dei posti di lavoro e una nuova perdita di competitività delle nostre isole sui mercati turistici: con questo taglio le isole si vedono depredate di altri 20 milioni di euro”.
Voci discordi, e tante, da Palazzo dei Normanni: “L’esito miope - per il deputato regionale Marianna Caronia (nella foto a destra) - di una politica improntata all’emergenza e poco attenta ai bisogni reali del turismo e del lavoro, e all’affanno ormai cronico di un settore che impiega migliaia di persone e offre servizi incomprimibili. Il rispetto del principio di continuità territoriale significa ben altro”.

15 aprile 2012

 

“Il coraggio dei sub nel ventre

della Costa Concordia”
Intervista esclusiva al capitano Rodolfo Raiteri, comandante dei sommozzatori della Guardia Costiera al Giglio

Salvatore Ferro

 

Centimetri di sprofondamento giornaliero e abissi di coraggio, professionalità e solidarietà. In esclusiva per questo giornale, l’intervista al capitano di fregata Rodolfo Raiteri, comandante delle operazioni di soccorso dei sommozzatori della Guardia Costiera-Capitanerie di porto a bordo della Concordia naufragata sugli scogli dell’Isola del Giglio. “Un’esperienza che ci segnerà tutti, nella vita, nella professione, in fondo all’anima. Quanto profondamente, nessuno di noi lo sa ancora”, ha detto il comandante Raiteri. Che ha reso omaggio alle vittime della tragedia e al coraggio quotidiano dei suoi sommozzatori e dei sub speleo dei Vigili del Fuoco, come agli uomini della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
Un bilancio tragico, quello portato a galla dagli uomini della Marina: dieci i morti recuperati. Due i cadaveri riportati in superficie, invece, dai Vigili del Fuoco. Un racconto a cuore aperto sul sacrificio quotidiano dei sommozzatori, ora che le operazioni di recupero sott’acqua sono state sospese a causa del mare mosso, dell’accelerazione dei movimenti della nave e del progressivo distacco delle lamiere.

 

Giù nello tsunami zitto e immobile del colosso in bilico, pieno d’acqua spessa e di minacce. Oggetti, suppellettili, cose come saette. E corpi: la morte in faccia, anzi addosso sulle mute. Questo - cuore fatto piccolo di pietà e immenso di quella braveria umile e maestra che ha nome coraggio - è stata la missione quotidiana dei sommozzatori dentro la pancia della Costa Concordia arenata davanti all’Isola del Giglio.
Rodolfo Raiteri (nella foto sotto), palombaro della Marina Militare, capitano di fregata comandante del quinto Nucleo sommozzatori di Genova e responsabile delle operazioni subacquee al Giglio per la Guardia Costiera-Capitanerie di porto al comando di diciotto sommozzatori e due infermieri, è uomo di mare vecchio amico di Palermo. Qui si è immerso, qui è stato scelto dalla Capitaneria di porto nel 2007 come membro della commissione d’esami dei corsi Ots del Cedifop. Qui ha lavorato e lasciato il segno di uomo e di capitano.
A bocce appena ferme, e ancora frementi di frenesia, con le operazioni ufficialmente concluse a causa del maltempo, del mare mosso e dell’incalzante pericolosità di ulteriori immersioni, all’Avvisatore Marittimo del Mediterraneo Raiteri racconta. Tutto, in esclusiva. L’argomento è crudo, la voce è il libro aperto della commozione e del pensiero alle famiglie di chi in quella crociera ha perso la vita.
 

Una fotografia dalle sale buie della nave, comandante. E il punto sulle operazioni di recupero affidate ai sommozzatori.
 

“Ci siamo dovuti fermare, molti degli ambienti della Concordia sono ormai a visibilità zero e la nave ha accelerato i movimenti, non è chiaro se per il progressivo distacco delle lamiere o per l’inabissamento. Le scoperte dei corpi possono avvenire solo per contatto casuale. Probabilmente i dispersi rimasti, fluttuano in stanze già esplorate. Vere trappole per i nostri ragazzi: le lamiere si stanno deformando, si rischia di restare intrappolati. Se ripenso a quello che i nostri uomini e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno fatto ogni giorno, non posso che esprimere fierezza. Sono venute a galla profonde qualità umane e di coraggio. Non esagero: sono stati sovrumani. Gli stessi esperti della Fincantieri, che ha costruito la Concordia, non sono riusciti a spiegarsi come siano riusciti a resistere in quelle condizioni. Io li ringrazio e tutto il Paese dovrebbe farlo”.
 

Noi non esitiamo. A voi della Marina Militare è toccato il compito più aspro. E, forse, la cicatrice più profonda. Dieci morti ritrovati.
 

“Dieci noi, due i Vigili del Fuoco. Nei giorni successivi al naufragio, sono arrivati i sommozzatori della Polizia, Carabinieri e della Guardia di Finanza. Non possiamo neppure sapere con certezza se vi siano ancora corpi dentro la nave, e quanti. Abbiamo ispezionato l’ispezionabile, adesso è un vero inferno: moquette, tavoli, sedie, suppellettili si staccano dal pavimento e dai supporti e fluttuano imprevedibilmente, proiettili enormi e pericolosissimi”.
 

Parliamo della cicatrice.
 

“Le parlo da uomo di mare con vent’anni di esperienza: mai visto e nemmeno immaginato nulla del genere. Un’esperienza cui non so ancora dare dimensione, né tantomeno posso immaginare quanto grande e profondo sarà il segno che ci lascerà. Enorme, di quelli che ti cambiano la vita, l’anima, la professione”.
 

Qualcosa di anche lontanamente comparabile, nella sua lunga esperienza?
 

“No. Assolutamente fuori dall’immaginazione, mai visto né previsto niente di simile. Non avrei mai voluto esserci”.
 

In che senso, comandante?
 

“Per le vittime. Indifese, innocenti. E numerose. La nostra assoluta vicinanza alle famiglie forse non basterà, ma io e tutta la Marina siamo stati e siamo con loro”.
 

I valori, il valore...
 

“Sì. Nostro malgrado abbiamo scritto una grande pagina della storia della subacquea. Persino esperti sommozzatori francesi, in genere non certo prodighi di congratulazioni, sono rimasti a bocca aperta davanti al coraggio dei nostri uomini. ‘Non avremmo mai saputo fare di meglio’, mi hanno detto. Ma non dimentichiamo né perché né per chi abbiamo lavorato giorno e notte”.

 

“Autotrasporto strozzato da fisco e traghetti”

Intervista a Pippo Richichi, presidente Aias: la protesta in numeri, dai rimborsi sulle accise alle cartelle Serit

Salvatore Ferro

 

 

Le ragioni della linea dura. Le differenze con i “Forconi” dell’agricoltura. E tutti i numeri che rendono drammatica la situazione dell’autotrasporto in Sicilia. Pippo Richichi, presidente dell’Aias, associazione degli autotrasportatori fra le più rappresentative in Sicilia, fa il punto e contrattacca: “L’abbattimento dei costi è vitale”.

 

Nuovi blocchi e raffinerie impaurite dai lucchetti gommati dell’autotrasporto in rivolta. Ridde di ipotesi sulle forme della protesta e agenda in continuo movimento, mentre l’Italia paga il conto alla merla, i giorni più freddi dell’anno.
Al di là delle mutevoli cronache quotidiane, e poche ore dopo gli “stati generali” del Movimento dei Forconi alle Ciminiere di Catania, ecco le ragioni della protesta: immutabili, fino a nuovo ordine dei governi nazionale e regionale.
Giuseppe Richichi (nella foto), per tutti Pippo, presidente dei padroncini dell’Aias, a tu per tu con l’Avvisatore Marittimo, le snocciola tutte. A partire dalla disciplina dei rimborsi sui costi del carburante. Che poi sono il lievito della crisi e della rabbia.
 

Presidente, una disciplina per voi ai limiti della beffa...
“Giudichi da solo, le faccio solo numeri, dal momenti che il problema di fondo sta esattamente lì, nei costi cresciuti a dismisura: di fatto non riceviamo alcun rimborso sulle accise, se non in misura che è poco definire irrilevante. Negli ultimi mesi del 2011, ci sono stati riconosciuti 90 euro ogni mille litri di carburante. Nel 2005 gli euro erano 19,786, fino ai primi trimestri dell’anno scorso. Prima dell’ulteriore aggiustamento di fine anno, i rimborsi erano pari a 49,200 euro, poi aumentati di 8,9 euro e arrivati ancora a 112,10 euro, fino ad arrivare alla misura, speriamo non definitiva, degli attuali 90,4 euro scaricabili. La annoio con i numeri, ma la faccenda è questa, quei numeri parlano da soli”.
 

Non mi annoia. Anzi facciamo chiarezza. E informazione. Ci sono spiragli, mentre la vertenza è ancora accesissima?
“Le ultime promesse sono quantificabili in 190 euro per il mese di gennaio, ma di definitivo non c’è nulla”.


Sintetizzi le vostre proposte.
“Chiediamo la defiscalizzazione del gasolio, totale o non inferiore al cinquanta per cento: il costo netto di produzione per mezzo è di circa 700 euro per mille litri di carburante, il resto sono solo accise, vogliamo l’abbattimento della metà per un costo finito di 1.200 euro. Chiediamo la riduzione dei costi dei traghetti, anche qui, almeno del cinquanta per cento. Oggi paghiamo 253 euro per andare e tornare sulla tratta Messina-Villa San Giovanni, mentre, per dirne una, il prezzo del passaggio di un semirimorchio Palermo-Livorno o Civitavecchia e ritorno, supera di poco i 300 euro. Eccellente, se a tutti indistintamente importasse raggiungere la Toscana o il Lazio. Inoltre, noi possiamo guidare per non più di nove ore consecutive e ne perdiamo quattro per traghettare. Questo costo, chi lo paga? Per tacere della palese violazione del principio di continuità territoriale, che non sostengo io, ma il diritto internazionale”.
 

Poi c’è la questione tributi.
“Il comparto è in ginocchio per l’esosità nel breve termine della Serit. Abbiamo chiesto alla Regione di congelare le cartelle esattoriali per due anni e ridiscutere gli interessi. Se c’è un calo congiunturale di lavoro e la stessa committenza allunga i tempi di pagamento fino a 180-200 giorni, come si fa, se anche il credito è inaccessibile? Questo è il problema principale che condividiamo con l’agricoltura, massacrata dalla grande distribuzione, che stabilisce quantitativi, prezzi, condizioni, termini di pagamento, ponendo di fatto gli operatori in un regime di concorrenza sleale. Un segnale positivo è appena arrivato dall’Antitrust: multe fino a 500.000 euro per chi non paga la merce entro trenta giorni".
 

Passiamo al fronte interno. Un movimento dai tanti leader e forse dalle troppe anime.
“La molteplicità delle posizioni riguarda più gli agricoltori che noi, per ovvie ragioni legate anche alle radici ideali di ciascun ‘pezzo’ del mondo associativo. Noi, semmai, abbiamo il problema della rappresentatività sui tavoli nazionali. Qui rappresentiamo il 90 per cento delle piccole imprese, siamo tenuti per legge, entro novembre, a stilare i codici etici e poi dovremmo accettare che altri discutano per noi le nostre cose”.
 

 

Cantieri Navali, intesa nella notte:
"A Palermo nessuno perderà il posto"

Riunione-fiume in prefettura con la mediazione dell'assessore Venturi: "Scongiurati i 140 esuberi"

Giovedì 12 gennaio, interno notte. L'assessore regionale alle Attività produttive, passata l'una del mattino, strappa la promessa attesa da 140 lavoratori, già dichiarati in esubero, e da un intero indotto: Fincantieri manterrà gli attuali livelli occupazionali nello stabilimento di Palermo. "Il raggiungimento dell'accordo, agognato e sofferto e raggiunto a notte inoltrata, fuga ogni dubbio e restituisce serenità ai lavoratori dei Cantieri Navali di Palermo. Si tratta di un risultato importante perché c'é scritto chiaramente che l'Azienda si impegna a non ricorrere a licenziamenti forzosi. Si confermano altresì le tre peculiarità produttive e cioé manutenzione, trasformazione e costruzioni anche speciali con particolare riferimento al settore off shore". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, al termine dell'incontro in Prefettura a Palermo sulla vicenda dei Cantieri navali del capoluogo palermitano.  
"Il documento sottoscritto intorno all'una di notte dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e da Fincantieri - ha proseguito Venturi alla fine di una riunione fiume, durata oltre 14 ore e presieduta dal prefetto Umberto Postiglione - prevede inoltre una clausola di salvaguardia che, fatti salvi i diritti sindacali e di sciopero, impegna le parti ad attuare tutte le procedure di raffreddamento previste in relazioni ad azioni sospensive dal lavoro o che causano interruzioni alle attività tali da compromettere i contratti sottoscritti tra Fincantieri e gli armatori relativamente alle navi in riparazione o negli stabilimenti di Palermo".
Durante la lunga trattativa, ci sono state alcune sospensioni. L'obiettivo del prefetto Umberto Postiglione, che ha seguito tutte le fasi del confronto, era quello di chiudere l'incontro con un'intesa. Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi che ha confermato gli investimenti della Regione siciliana nei due bacini di carenaggio di 19 e 52 tonnellate, assicurando rapidità nell'espletamento dei bandi di gara. Attorno all'intesa Fim Fiom e Uilm hanno ritrovato l'unità, persa durante la prima fase poi sfociata nello sciopero, nelle proteste di piazza e nel braccio di ferro tra Fim e Uilm locali con le segreterie nazionali, alle quali è stato contestato di avere firmato l'accordo che prevedeva i 140 esuberi.
Il nuovo documento prevede, anche, che la cassa integrazione, avviata all'inizio del mese per 130 operai, sia gestita a rotazione, coinvolgendo tutti i lavoratori, e non a zero ore. Inoltre nell'ambito dei bandi per i bacini, Fincantieri si è impegnata, qualora si aggiudicasse le gare, ad assegnate gli appalti alle ditte dell'indotto che dovranno utilizzare le maestranze locali. Nell'intesa è stata aggiunta una clausola di salvaguardia che impegna i sindacati, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, a mettere in atto forme di raffreddamento delle tensioni sociali.
Durante la trattativa, il gruppo di Trieste ha annunciato alla Regione di stare lavorando a un progetto off-shore, un prototipo che se dovesse trovare un committente sarebbe assegnato ai Cantieri navali. La Fiom sottolinea "il passo in avanti fatto con questo accordo rispetto al precedente", segnalando il lavoro di mediazione svolto dal prefetto e dalla Regione, e criticando contemporaneamente "il governo nazionale che non ha compreso i motivi della protesta e l'importanza per il Paese del settore della cantieristica". Gli operai, dopo vari giorni di protesta, sono intanto tornati al lavoro.

 

Gli auguri del presidente A.P. Nino Bevilacqua
Palermo e Termini: grandi potenzialità contro la crisi

 

Come ogni anno, il presidente dell’Autorità portuale, professor Nino Bevilacqua (nella foto), ha voluto rivolgere alla portualità di Palermo e Termini Imerese un augurio, una riflessione, un auspicio. Una brevissima sintesi di ciò che poteva essere ed è stato fatto, dei lavori in corso d’opera e imminenti, dei progetti per le opere portuali da realizzare anche nello scalo termitano. Progetti sostenuti da corposi stanziamenti, che nel 2012 si tradurranno in concreti benefici per l'occupazione e per la nostra economia. Con i tempi che corrono, le buone notizie e le giuste aspettative ci offrono già un Natale più sereno e una prospettiva migliore per l'anno che verrà. E questo, caro presidente, non è poco.

“Un augurio di Buon Natale e un sereno Anno Nuovo a tutta la portualità di Palermo e Termini Imerese.
Questa Autorità portuale è diventata punto di riferimento, esempio di trasparenza e una grande fucina di operatività. E, nonostante la congiuntura economica che attraversa il mondo, noi continuiamo a lavorare con fiducia per il futuro.
Il progetto di sviluppo e valorizzazione del nuovo scalo procede, perché la funzione dell’Autorità portuale è quella di ricercare e rinnovare con coraggio le sinergie tra il porto e la sua città. E noi ci siamo ritagliati il nostro spazio a beneficio delle collettività palermitana e termitana.
Oggi la qualità e la varietà dei traffici fanno dell’area portuale un approdo multifunzionale e le statistiche ci consegnano numeri che riescono a contrastare la crisi mondiale e che dimostrano una molteplice vocazione dello scalo.
Le crociere nel 2011, per esempio, hanno registrato un trend in crescita. Gli investimenti in opere ed attrezzature portuali, che comprendono anche il porto di Termini Imerese, possono contare su rilevanti stanziamenti che permetteranno di stare al passo coi tempi e di cogliere sfide e opportunità che il commercio e l’economia globale consentono.
Dopo il Castello a Mare, altri spazi, come l’area della Cala, sono stati recuperati e consegnati alla disponibilità dei cittadini e dei turisti, fruibili soprattutto durante i mesi estivi.
Il fronte a mare continua ad essere un nodo importante, per questo ritengo fondamentale che Palermo edifichi scenari coraggiosi, mettendo in campo idee diverse.
Da qui la necessità di un porto nuovo con spazi da valorizzare e restituire alla comunità.
Abbiamo lavorato e pianificato in sinergia con le istituzioni: il 2012 sarà un anno di raccolta di quanto seminato.
Ringrazio tutti per la passione con cui è stato interpretato il nostro lavoro e rinnovo gli auguri di Buon Natale e un sereno Anno Nuovo a tutta la portualità di Palermo e Termini Imerese”.

 

Accordo raggiunto: Siremar leva l'ancora
Firmata l'intesa sindacati-Compagnia delle Isole

I sindacati e la “nuova” Siremar bruciano i tempi e, ancor prima di stringersi la mano per gli auguri del nuovo anno, siglano l’esito positivo della consultazione sindacale.
La nuova proprietà può, così, togliere gli ormeggi, nelle more delle decisioni dei giudici sui ricorsi della cordata guidata da Ustica Lines di Vittorio Morace e Gruppo Franza contro l’acquisizione da parte della Compagnia delle Isole, il cui pacchetto di maggioranza è controllato dal Gruppo Lauro e dalla Regione Sicilia.
I “nodi” principali erano costituiti dalle questioni, prioritarie per i sindacati, dei mantenimenti dei livelli occupazionali e della sede amministrativa a Palermo. Dal presidente Salvatore Lauro sono arrivati due sì.
“Il verbale di accordo - si legge nel comunicato diffuso dalle sigle maggiormente rappresentative, cioè Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - ha recepito quanto sostenuto dalle organizzazioni sindacali dall’inizio di questa vertenza. Sono stati tutelati i livelli occupazionali e salvaguardato il contratto di lavoro. Con l’accordo viene garantita l’assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale amministrativo e navigante iscritto nei regimi contrattuali di Siremar in amministrazione straordinaria di ruolo organico e in continuità di rapporto di lavoro. Tutti i lavoratori iscritti al turno particolare continueranno a essere imbarcati con le stesse modalità finora seguite”.
Per quanto riguarda l’instaurazione dei nuovi rapporti di lavoro in continuità, “le assunzioni avverranno presso l’attuale sede di lavoro. I rapporti di lavoro così instaurati verranno regolati sulla base del Ccnl Fedarlinea e della contrattazione aziendale vigente sino al loro rinnovo concordato. Ai lavoratori sono garantite le attuali condizioni economiche e normative, la retribuzione individuale, la professionalità acquisita e le funzioni. Il rapporto di lavoro con Siremar si risolverà nell’atto di assunzione da parte di Compagnia delle Isole e verranno garantiti di conseguenza gli attuali scatti d’anzianità, riconosciuti sotto forma di superminimo non assorbibile, la cui incidenza sarà su tutti gli istituti retributivi, anche differiti, e l’anzianità riprenderà dal giorno dell’assunzione stessa. Le trattative per un nuovo assetto contrattuale concordato saranno avviate con CdI al passaggio dell’azienda ed al perfezionamento del piano industriale.
Le “stanze dei bottoni” resteranno a Palermo: “La sede legale della nuova società - continua la nota - che continuerà ad utilizzare il marchio Siremar, sarà a Palermo. Il luogo di lavoro del personale amministrativo resterà a Palermo così come i turni del personale navigante. La CdI spa avrà un capitale sociale di 20,8 milioni di euro e le linee del piano industriale, che sarà conforme alla convenzione da stipulare con lo Stato, saranno perfezionate in un confronto col sindacato. Previsto anche un ampliamento dei servizi fuori convenzione destinati a collegamenti cabotieri verso diverse destinazioni. In questo contesto organizzativo viene garantita tutta la forza lavoro di Siremar”.

 

Renato Coroneo, il Porto in libreria

Storia, storiografia e immagini attraverso

le civiltà e le vicende dello scalo marittimo

 

Renato Coroneo torna in libreria. Affida agli scaffali la Storia del porto di Palermo (Marcello Clausi editore). Un volume elegante e subito gradevole e accattivante. Una storia che solca con leggerezza e agilità le placide acque del nostro scalo, dalle sue origini (è il caso di dire) fino ai nostri giorni. Una sintesi armonica dei passaggi epocali, senza mai affrancarsi da un'attenta ricerca storiografica. E sullo sfondo una scenografia ben architettata, che si propone denominatore comune agli accadimenti, fissandoli come pietre miliari nella nostra memoria portuale, spesso distratta da ciò che poteva essere e non è stato.

Una sequenza di civiltà colte nei loro emblemi; un lascito di storie e di storia puntualizzate da una penna senza sbavature e da immagini rassegnate a un verismo senza inganni.

La sorte, ch'è toccata a questo fronte di mare, detta i tempi d'una cronologia rigogliosa:

la crudeltà dei fenici; la certezza dei greci; l'orgoglio dei romani; l'arguzia degli arabi; la nobiltà degli spagnoli; la grandeur dei francesi; l'ironia degli inglesi.

Di tanto privilegio sono fatte le basole e le banchine di questo porto e di tanto privilegio Coroneo ci racconta e ci ricorda senza il compiacimento dello storico ma con un approccio che rende umane le vicende di questo piccolo grande scalo e della città che se lo stringe al petto quando servono quattro paghe per il lesso.

Si legge d'un fiato; eppoi si ritorna indietro per dare spazio e soddisfazione alle immagini: tutte belle, nessuna esclusa, e scelte con saggezza.

L'iconografia è attenta, puntuale e puntigliosa. Un'esattezza che pesca in archivi fotografici di somma qualità e si compiace di reperti di raro valore storiografico, complici le memorie ben custodite dell'Autorità Portuale di Palermo, del IV Reparto Volo della Polizia di Boccadifalco, di Sandro Scalia e dei clic raffinati e suggestivi di Tonino Compagno.

Una teoria di fotogrammi che s'inseguono ordinatamente e fissati là dov'è giusto che stiano:

una barca stanca di battigia; una banchina afona che guarda alla montagna sacra ancora spoglia del suo castello; la superba alterigia di ciminiere ferite a morte da un manipolo di dei usurpatori, gelosi, falsi e bugiardi; un pachiderma di cargo stanco di fatica; navi da crociera d'un immenso bianco, docili e pazienti, alle banchine; deliziosi dettagli e luminose panoramiche di una Cala risorta dalla ferrea volontà di un giovane presidente dell'Autorità Portuale e dalle matite di promettenti architetti di talento.

Insomma, un volume che anche nel prezzo di copertina (appena 20 euro) vale abbondantemente un'indovinata strenna natalizia.